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Coronavirus: prefetto Lodi, ‘Roma ha reagito subito, ospedali non preparati’

Milano, 20 mag. (Adnkronos) – “La mia esperienza è che Roma ha reagito subito, mettendo al primo posto la salute delle persone. Su questo ci fu una riunione a Milano, con il ministro della Salute, Speranza, e il governatore della Lombardia, Fontana”. Così il prefetto di Lodi, Marcello Cardona, in un’intervista a Repubblica, spiega le fasi che hanno portato alla prima ‘zona rossa’ nell’area del Lodigiano.
Una velocità di reazione che Regione Lombardia sembrerebbe aver smarrito subito dopo. “No comment. Sulla Bergamasca non ho dati per rispondere. Nel caso di Lodi, Fontana non ha sollevato obiezioni. Cosa è successo dopo non lo so”, spiega. Eppure nonostante la ‘zona rossa’, il Covid-19 ha trasformato la Lombardia in un ‘cimitero’, “perché ospedali e medicina territoriale non erano preparati. Non c’erano mascherine, guanti, occhiali, camici, disinfettanti, reagenti e ossigeno. Medici di base e case di riposo non sono in rete con il sistema sanitario. E il meteorite coronavirus è caduto proprio qui”.
L’impatto di una ‘zona rossa’ anche sull’economia “è violento. Nessuno voleva più venire nel Lodigiano per consegnare cibo e generi di prima necessità. Fondamentale è stata la mediazione di Carlo Bonomi e di Assindustria” e anche la ripartenza è complicata. “Con il ministro Lamorgese abbiamo appena parlato di come proteggere le attività economiche dall’infiltrazione della criminalità e dai flussi di capitali sporchi”. Le aree più colpite dal coronavirus sono quelle “con i livelli peggiori di inquinamento. Lodi è ai vertici nazionali per tumori. La questione ambientale oggi diventa un’emergenza sociale”, conclude Cardona.