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Coronavirus: moda in affanno, Smi ‘si rischia perdita fino a 9 mld nel 2020’

Milano, 11 mag. (Adnkronos) – L’emergenza Covid-19 cala una scure pesante sul fatturato e sugli ordini delle aziende del tessile-moda. L’indagine sulle imprese del settore nel primo trimestre 2020 realizzata dal Centro Studi di Confindustria Moda fornisce una ‘fotografia’ delle problematiche che le aziende si sono trovate ad affrontare e dei danni economici subiti. La partecipazione ha visto un coinvolgimento maggiore da parte delle aziende del cosiddetto ‘monte della filiera’, pari al 65% rispetto alle aziende del ‘valle’ (35%).
A causa dello scoppio dell’emergenza coronavirus il 95% circa delle aziende a campione prevede il ricorso agli ammortizzatori sociali, coinvolgendo nel 65% dei casi oltre l’80% dei lavoratori; l’80% ha attivato lo smart-working, dove la tipologia di attività lo consentiva; il 42% ha accusato un calo del fatturato compreso tra “il -20% e il -50%”; il 28% ha registrato una flessione tra “il -10 e il -20%”, mentre un residuale 7% “superiore al -50%”. La flessione media del fatturato risulta pari al -25,4% (contro il -36,2% medio del TMA). “Il dato certo più rilevante al momento attuale è la perdita accertata nel primo trimestre per quanto riguarda il fatturato T&A pari a 3,5 mld/euro, rispetto allo stesso periodo 2019”, si sottolinea nella nota di Smi (Sistema Moda Italia – Federazione Tessile e Moda).
Il 49% delle aziende a campione ha accusato un calo della raccolta ordini tra “il -20% e il -50%” rispetto al medesimo periodo dello scorso anno; il 29%, invece, ha registrato una flessione compresa tra “il -10 e il -20%”. Un discorso specifico è quello che riguarda l’export di T&A: l’attuale scenario di profonda incertezza e volatilità dei mercati internazionali ha portato a una valutazione teorica di una previsione “di calo dell’export di circa 20%, quotabile in 6 mld/euro, che porterebbe ad una perdita complessiva di fatturato pari a circa 7-9 mld”. Questa cifra “corrisponderebbe alla perdita di fatturato che il settore ha avuto durante la crisi 2009-2013. La valutazione attuale dovrà tuttavia tenere conto dell’andamento del resto dell’anno in corso con i possibili sviluppi di ripresa o al contrario di eventuali ulteriori fermi”.