fbpx

Coronavirus, gli esperti confermano: “la malattia sta cambiando, i malati sono meno gravi”

Coronavirus, “negli ultimi venti giorni i malati presentano sintomatologia lieve e sono quasi tutti con patologia pregressa”

“Sembra di essere di fronte a una malattia molto diversa da quella che ha messo in crisi le nostre strutture all’inizio della pandemia”. Sono state queste le parole pronunciate appena tre giorni fa dal dott. Giuseppe Remuzzi. Il direttore dell’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri ha ribadito il concetto ai microfoni di La7, confermando che a suo parere il Covid-19 appare indebolito: “non ho detto che è mutato, non ci sono ancora studi in proposito. La malattia, però, sta cambiando, ieri in pronto soccorso nessun malato con problemi respiratori. Questi sono virus che tendono a mutare, quindi potrebbe succedere che avvenga. Di sicuro è cambiato il rapporto tra il virus, l’ambiente e il suo ospite, altrimenti non riusciremmo a spiegarci perché la malattia è cambiata in ogni parte d’Italia. Questo non significa che dobbiamo allentare le misure di prevenzione o il distanziamento sociale, ma è una conferma che se rispettiamo queste regole avremo risultati confortanti. Sono sicuro che il virus non ritorni mai con quei numeri che ha suggerito la protezione civile con 150mila persone in terapia intensiva. La Fase 2 non riprende come è iniziata la Fase 1, quando il virus circolava già da molto tempo nelle nostre città. Adesso sappiamo cosa dover evitare. Sicuramente non tutti rispetteranno le regole, ma se il 90% è lige a queste indicazioni il rapporto col virus sarà diverso”.

Una conferma che arriva anche dal dott. Alberto Zangrillo (Primario Anestesia presso l’Ospedale San Raffaele di Milano): “quando è il dott. Remuzzi ad affermare determinate cose io do sempre un certo peso. Anche lui si basa sugli stessi riscontri su cui mi baso io. La Società Italiana di Infettivologia non può dire il contrario, quindi nessuno può fotografare il virus. Però l’evidenza clinica è chiara. Negli ultimi venti giorni in un ospedale di riferimento come il mio sono entrati poco più di venti malati, tutti con sintomatologia lieve, tutti ricoverati in reparti non intensivi e quasi tutti con patologia pregressa”.