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Coronavirus, diritto alla genitorialità negato tra Calabria e Sicilia: l’appello di una mamma che non può andare a trovare il figlio minorenne da due mesi

Coronavirus, la lettera di una mamma ai tempi del Covid 19

Di seguito pubblichiamo una lettera inviata da una mamma che segnala un’incresciosa situazione provocata dalle assurde norme anticoronavirus che non le consentono di vedere il figlio minore da oltre 2 mesi.

“Carissima Redazione,
in questo periodo particolare che sta attraversando il mondo intero, noto con particolare sgomento la poca attenzione che le istituzioni nazionali e regionali danno al diritto genitoriale, premetto che la tutela della salute pubblica sia prioritaria, ma gli attuali DPCM e i decreti dei presidenti di regione (in questo caso Calabria e Sicilia) impediscono che un genitore possa andare a trovare i propri figli minorenni residenti in altra regione, trascurando l’impatto psicologico che può comportare nei bambini privati della presenza di uno dei genitori.
Personalmente vivo questo problema da genitore separato legalmente e con affido congiunto, nonostante numerose telefonate e mail agli enti preposti (regione Calabria e Sicilia) all’emergenza per delle delucidazioni sui vari decreti per capire quali per loro sono le “situazioni di necessità”, la risposta ricevuta è sempre stata obbligo di quarantena in entrambi le regioni (ossia 14 gg x 2 regioni, totale 28 gg).
Trovo questa privazione della tutela genitoriale scandalosa e la poca attenzione degli organi competenti a questa tematica (credo prioritaria per molti genitori) altrettanto scandalosa.
Sicuramente l’emergenza non finirà presto (purtroppo) e mi auguro che chi di competenza si prenda a cuore questa problematica che non va assolutamente sottovalutata.
Grazie a chi condividerà e porterà avanti questo diritto. Attilio Amadeo”.