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Coronavirus: crisi economica imponente per l’Unione Europea. Male l’Italia: crolla il Pil e schizza il debito pubblico

Coronavirus: crisi senza precedenti per l’Unione Europea. Pil italiano sprofonda, solo la Grecia peggio dell’Italia

Il Coronavirus, al di là della profonda crisi sanitaria che ha procurato contagi e morti in un numero importante, sta provocando un tracollo economico senza precedenti per l’Unione Europea. Il dopo lockdown ha portato recessione e disoccupazione in tutti gli Stati dell’Unione. Ad aver la peggio, oltre la Grecia fanalico di coda, è l’Italia: il Pil italiano quest’anno precipita a -9,5%. Secondo Bruxelles pandemia e restrizioni spingeranno l’economia in una “profonda recessione”con una “parziale ripresa” nel 2021 che spingerà il Pil al +6,5%. La disoccupazione tutto sommato npotrebbe non accentuarsi (11,8% nel 2020), grazie agli ammortizzatori che salveranno i posti di lavoro. Il debito pubblico invece schizzerà al 159%. Il commissario all’economia Paolo Gentiloni sottolinea che “tra i Paesi più grandi, l’Italia è stata colpita per prima e con più forza, e nonostante nella seconda metàdel 2020 partirà la ripresa, prendera’ piu’ tempo che negli altri Paesi”. La Spagna (-9,4%) e la Francia (-8,2%), non stanno meglio, e stavolta accompagnano l’Italia in fondo alla tabella, dove all’ultimo posto c’è la Grecia (-9,7%). Mentre la Germania dovrebbe avere una flessione del 6,5%.

Per la Commissione “all’interno dell’Ue la pandemia potrebbe lasciare cicatrici permanenti”. Per l’Eurozona si prevede un calo nel 2020 del 7,7% e per l’Ue del 7,4%, ma nel 2021 è previsto un rimbalzo importante: +6,3% e +6,1%. “La strada è raddoppiare gli sforzi sulla crescita sostenibile con un piano per la ripresa ampio, che spalmi i costi della crisi nel tempo per tutti gli Stati membri e complementi gli sforzi nazionali”, ha affermato il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno. Il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, rimarca: “dobbiamo evitare di finire con grandi disparità nel mercato interno, che diventano fisse. E’ il motivo per cui dobbiamo subito approvare un piano di rilancio europeo ambizioso”.