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Serie C, tra incertezze e ipotesi: Catanzaro, Potenza e Teramo chiedono la sospensione del campionato

reggina catanzaro Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Serie C, dell’Assemblea dei club si è discusso della sospensione dei campionati: ecco la posizione di Catanzaro, Potenza e Teramo

“Non si è arrivati a nessuna conclusione”, ha commentato così Massimo Taibi al termine dell’Assemblea dei club tenuta oggi con la presenza del presidente della Lega Pro e dell’Aic. La Reggina preferisce aspettare l’evoluzione del virus prima di arrivare ad una soluzione definitiva, ma non sono dello stesso parere altri club del Girone C. Ad esempio il Potenza, che già si è espresso tramite le parole del suo presidente. A queste si aggiungono anche quelle del patron del Teramo, Franco Iachini, riportate da sportface.it, che al termine della riunione si è espresso così: “Il campionato non può riprendere, tecnicamente, per due ordini di ragioni. I calciatori, in queste condizioni, non possono aver preservato il tono muscolare acquisito prima di questa sosta che, peraltro, si preannuncia lunga. Inoltre, le finestre di gioco disponibili da qui al 30 giugno per completare il torneo, sarebbero insufficienti, con lo stress di scendere in campo con tempistiche troppo ravvicinate e col senso precario di giocare, probabilmente a porte chiuse, soltanto per legittimare una classifica. Altro aspetto a cui ci tengo è quello della sanificazione degli impianti di gioco. Come datori di lavoro, siamo assolutamente responsabili per la salute dei nostri dipendenti e collaboratori: questo comporterebbe oneri spaventosi per i club di terza serie, nettamente superiori, in proporzione, rispetto ai sodalizi delle categorie superiori”.

Non manca poi la posizione di Floriano Noto, numero uno del Catanzaro, rintracciato dai colleghi di TMW. Così si è espresso: “Tutti i presidenti hanno manifestato la volontà di chiudere qui la stagione perché né sul piano etico né su quello pratico è fattibile tornare a giocare. Soprattutto se rimane la data del 30 giugno come deadline per il termine del campionato. Questo perché le società che danno a noi imprenditori la possibilità di investire nel calcio sono in forte crisi, ma anche perché sia sul fronte degli sponsor che su quello degli incassi da botteghino non avremo alcun tipo di entrata. Alcuni sponsor, ad esempio, hanno già comunicato che non pagheranno l’ultima rata pattuita per il campionato 2019/2020. Stipendi? La nostra proposta in questo senso è divisa in due parti. Se il campionato non riprende ai calciatori verrebbe corrisposta una mensilità sulle quattro rimanenti, se invece la stagione si completasse ai ragazzi sarebbero corrisposte due mensilità su quattro. Noi come imprenditori saremo costretti a fare dei sacrifici e dobbiamo condividerli con loro. Terminare la stagione adesso ci permetterebbe di avere dei mesi da sfruttare per una riforma profonda del sistema che renda sostenibile fare calcio in Serie C, con dei paletti chiari”.