Reggio Calabria, 24enne spara colpi di pistola all’auto dello zio per dissidi familiari: arrestato

auto sparata

Reggio Calabria: spara diversi colpi di pistola contro l’autovettura dello zio, arrestato dopo serrate indagini dei Carabinieri

Una tensione famigliare che si protraeva nel tempo, qualche litigio e sguardo di troppo in strada, è questo il movente ricostruito dai Carabinieri della Compagnia di Taurianova e dalla Procura di Palmi, diretta dal Procuratore Capo Ottavio Sferlazza, alla base di un grave danneggiamento a colpi d’arma da fuoco contro l’autovettura di un 55enne giffonese. Nella giornata di ieri i carabinieri della Compagnia di Taurianova hanno tratto in arresto Francesco Valente, 24enne di Giffone, in esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Palmi su richiesta della locale Procura, in quanto ritenuto responsabile dei reati di danneggiamento aggravato, porto illegale di armi ed esplosioni pericolose.

Il provvedimento cautelare giunge all’esito di articolate indagini, supportate anche da monitoraggi tecnici, svolte dai carabinieri della Stazione di Giffone, che hanno consentito di far luce su una grave vicenda che ha sconvolto il tranquillo paese aspromontano. Una notte del marzo scorso, infatti, un uomo danneggiava con diversi colpi d’arma da fuoco cal. 7,65 una autovettura di un allevatore giffonese, parcheggiata nella pubblica via. I carabinieri della locale Stazione, non escludendo alcuna ipotesi, hanno avviato serrate indagini, anche tecniche, attraverso mirate comparazioni di numerose videoregistrazioni e attività di intercettazione, volte all’identificazioni dell’autore, nonostante la generale incertezza e sbigottimento delle vittime del gesto intimidatorio. Proprio la capillare attività svolta sotto il costante coordinamento del Sostituto Procuratore Giorgio Panucci, ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del Valente, il quale avrebbe agito contro il parente nel contesto di alcuni dissidi famigliari che si protraevano da tempo.

L’uomo, al termine delle formalità di rito, è stato ristretto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari e dovrà rispondere a processo dei gravi reati di detenzione e porto illegale di armi da fuoco, danneggiamento aggravato ed esplosioni pericolose.