Reggio Calabria, violentissima lite tra immigrati durante la quarantena: un morto, ucciso a bastonate [DETTAGLI]

Reggio Calabria: il giovane immigrato è morto dopo essere stato ricoverato in rianimazione ai Riuniti

Non ce l’ha fatta ed è morto ieri in tarda serata, nel reparto di rianimazione degli ospedali riuniti di Reggio Calabria dove era stato ricoverato dopo un primo passaggio nel nosocomio di Polistena, il giovane immigrato del Mali aggredito a bastonate tre giorni fa da un connazionale, Sylla Daouda 31 anni, nella baraccopoli di Taurianova. Daouda Sylla già noto per piccoli precedenti era stato arrestato dai carabinieri di Taurianova intervenuti sul posto. L’accusa nei confronti dell’aggressore, che inizialmente era di tentato omicidio aggravato si e’ tramutata adesso in quella di omicidio. Secondo quanto emerso dalle prime indagini dei militari la lite tra i due connazionali sarebbe scoppiata per futili motivi per poi degenerare al punto che Sylla, dopo avere preso l’altro a bastonate, aveva tentato anche di colpirlo ulteriormente con una bombola di gas ma era stato fermato da altri cittadini centrafricani presenti.

Perrone (Cisl): “la morte di un migrante nel ghetto è l’ennesimo doloroso segnale di allarme”

“Non può lasciare tranquilli l’ennesimo caso di violenza nei ghetti dei migranti, che ha visto la morte di un giovane maliano, deceduto in seguito ad un’aggressione a colpi di spranga nella baraccopoli di Taurianova“, è quanto scrive in una nota Rosi Perrone, Segretario generale UST Cisl Metropolitana Reggio Calabria. “Forte condanna verso l’autore di tale violenza, rispetto al quale neanche il clima teso dovuto alla pandemia Coronavirus, può fornire una giustificazione minimamente plausibile per capire le cause di tale follia. E’ vero però, che la situazione emergenziale delle baraccopoli della provincia di Reggio Calabria, non ha visto finora, nonostante gli sforzi profusi, una risoluzione definitiva. In tal senso sottolineiamo che stiamo partecipando – come Cisl Metropolitana – con altri soggetti istituzionali tra cui sindaci e Regione al tavolo istituzionale promosso dalla Prefettura, per cercare di arrivare ad una soluzione del problema che ha molteplici sfaccettature. La finalità è lo smantellamento totale dei ghetti, sempre più ingestibili e pericolosi. L’obiettivo che ci siamo dati è quello di cercare di reinserire i migranti – appena si scioglieranno i lockdown sui territori – nella filiera dell’agroalimentare, attraverso un percorso di integrazione e di tutela dei diritti, in modo tale da garantire condizioni di vita accettabili e per smorzare queste tensioni che generano violenza e scompensi. Apprezziamo l’appello della Ministra Bellanova, secondo la quale occorrono braccia per l’agricoltura, e quindi proporremo un piano adeguato, che è importante venga sostenuto dalla Regione Calabria, alle esigenze economiche ,non assistenziali ma lavorative sociali e familiari dei migranti stanziati nella tendopoli ,nei ghetti e nel loro circondario, per far sì che questa forza lavoro venga utilizzata per far ripartire un settore fortemente compromesso dall’emergenza Covid-192, conclude.