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Reggio Calabria, Giordano (PRI): “le esternazioni di Feltri dovrebbero anche far riflettere la stessa classe politica rimasta indignata”

Reggio Calabria, Giordano (PRI): “le parole di Vittorio Feltri hanno suscitato grande stupore e riprovazione. Ma le esternazioni del Direttore di Libero, infamanti e ingiuriose, dovrebbero anche far riflettere la stessa classe politica rimasta indignata”

“Le parole di Vittorio Feltri hanno suscitato grande stupore e riprovazione. Ma le esternazioni del Direttore di Libero, infamanti e ingiuriose, dovrebbero anche far riflettere la stessa classe politica rimasta indignata. Anche i repubblicani reggini, guidati dal pensiero Mazziniano di Unità Nazionale sotto lo stesso tricolore, condannano aspramente le dichiarazioni dell’ormai disperato Feltri e, allo stesso tempo, preparano un monito a chi deve (doveva e dovrà) far rimangiare tali pensieri calunniosi e fuorvianti dalla verità. Al pensiero deve sempre seguire l’azione. Tuttavia, forse non è del tutto irrazionale pensare che qualcosa da noi, al Sud, non ha funzionato. Sicuramente non sarà colpa dei cittadini meridionali vivere in una parte d’Italia carente d’ogni tipologia d’infrastruttura, economicamente depressa ma con grande spirito d’iniziativa. La classe politica, tutta, ha le colpe maggiori”. E’ quanto scrive in una nota Demetrio Giordano del Partito Repubblicano Italiano, Segretario della sezione “R.Sardiello” di Reggio Calabria. “Forse si, un po’ inferiore è quella classe politica – prosegue– che non riesce a reagire per tempo alle tempeste che si imbattono sulla nostra Regione e sulla nostra Città. Ad esempio veder chiuso l’Aeroporto dello Stretto e rendersene conto solo a tracollo avvenuto non può che dar sazio a Feltri, incapaci lo siamo stati. Se è vero che la Costituzione garantisce agli italiani tutti il diritto alla sanità, qualcuno ancora si sente legittimato a pensare che i lombardi siano diversi dai calabresi o i veneti dai siciliani. Ma è altrettanto vero che è la Calabria la Regione con la peggior situazione sanitaria italiana, ponendosi di fatto in una situazione d’inferiorità rispetto alle altre Regioni. Terribile che la classe politica se ne accorga in un momento così delicato, e altrettanto ridicolo che il PD, al governo della Calabria fino ad una manciata di giorni fa, proponga un piano per sanificare una situazione da anni in malora. Parafrasando il filosofo Emil Cioran: Si va alla deriva e soltanto mentre si sta colando a picco si ammette di essere un relitto. Utile sarebbe ricordare, o quantomeno non dimenticare, il commissariamento della sanità calabrese che ha divorato l’ormai esamine cadavere”.

“Allo stesso tempo –aggiunge- con l’affacciarsi della stagione estiva (che per far fronte all’emergenza sarà diversa rispetto ai nostri ricordi), è difficile pensare ad una Regione con centinaia di km di coste inaccessibili per i bagnanti, causa inquinamento delle acque, e quindi a possibili aggregazioni nelle poche spiagge pulite. Così come è difficile ancora accontentarsi di un servizio idrico razionato, di false dichiarazioni e false inaugurazioni. In una momento così delicato della nostra storia, una classe politica lungimirante, all’altezza e non inferiore, avrebbe seguito l’esempio dell’Emilia: presso lo stabilimento ONAC (Officina Nazionale Apparecchiature Elettriche) di RFI a Bologna saranno prodotte oltre 270mila mascherine protettive al giorno per i dipendenti delle società del Gruppo FS e per la Protezione Civile, così come si legge sul sito del Gruppo Ferrovie dello Stato. A tal proposito arriveranno a Bologna appositi macchinari direttamente dalla Cina. Intanto i nostri “ex” poli industriali, vedi quello di Saline Joniche, sono ancora in attesa di vedere una destinazione produttiva che possa generare benefici e valore aggiunto alla nostra terra. Come cittadini calabresi, meridionali, ci auguriamo che la nuova Giunta regionale possa zittire, con i fatti e non con le parole, chiunque la pensi come Vittorio Feltri. I repubblicani si impegneranno in prima linea con lo scopo di creare per la città di Reggio una classe politica dirigente all’altezza della laboriosità dei reggini, affinché questa possa finalmente ripagare debitamente gli enormi sforzi fatti negl’ultimi anni dai cittadini, non inferiore a chi ha dalla sua la storia, il clima, il paesaggio, l’enogastronomia, la cultura… ma non riesce a valorizzarli”, conclude.