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Reggio Calabria, polemiche sui buoni pasto: Romeo risponde all’Uil ed al vicesindaco Mauro

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Coronavirus: la RSU della Città Metropolitana vuole “ancora una volta fare chiarezza su quanto, con fumose affermazione, è stato detto dalla UIL rappresentata da Stefano Princi e dal Vice Sindaco della Metrocity Riccardo Mauro”

La RSU della Città Metropolitana di Reggio Calabria vuole “ancora una volta fare chiarezza su quanto, con fumose affermazione, è stato detto dalla UIL rappresentata da Stefano Princi e dal Vice Sindaco della Metrocity Riccardo Mauro, in tema di buoni pasto e somme destinate alle Posizioni organizzative. La RSU nelle persone del sottoscritto Coordinatore Antonio Romeo – scrive in una nota- e dei componenti CGIL: Domenico Fanti, Checco Scoglio, Rosario, Cilona, Mario Fedele; dei componenti CISL: Felice Foti, Elena Festa, Paolo Pellicano’,Alberto Ieraci, Maria Ferraro, per un totale di 10 su 12 componenti Della RSU , non “alcune RSU” e dei due sindacati più rappresentativi CSL e CGIL, per ribadire a viva voce ai dipendenti e a tutti i cittadini le loro proteste e le loro proposte. All’amico Stefano Princi rappresentante della UIL che si e’ schierato apertamente a favore dell’Amministrazione della Metrocity, vorremmo invitarlo a fare bene i compiti prima di rispondere a mezzo stampa e di confrontarsi con i colleghi sindacalisti che li hanno fatti prima di essere interrogati. Magari anche con i Segretari Nazionali della sua stessa sigla sindacale. Lo sbandierato Regolamento sul lavoro agile, nulla ha a che vedere con la situazione d’emergenza in atto, il regolamento prevede, che i dipendenti che posseggono determinati requisiti possono fare domanda per partecipare ad una graduatoria per essere ammessi a svolgere il lavoro agile.

Ci sta pur bene che afferma che il regolamento del lavoro agile è in linea con il DPCM del 2017, come se il tempo si fosse fermato a quella data. Che qualcuno lo svegliasse per farlo ritornare al 2020 è desta molto preoccupazione quanto affermato, diremo anche il perché.
Premesso che la Città Metropolitana è tra i primi 25 Enti che hanno ottenuto dalla Funzione Pubblica l a sperimentazione pilota per l’attivazione di percorsi di lavoro agile di cui al progetto “Lavoro agile per il futuro della PA” PON 2014/2020 a valere sul PON “Governance e Capacità Istituzionale 2014/2020. Progetto che doveva partire ad agosto del 2018. Ma il DPCM 04/03/2020 emergenza COVID-19 – 11/03/2020 la direttiva e poi la circ della FP 2/2020, obbliga che va tutto in deroga alla vecchia norma. I dipendenti, a cui e’ stato detratto il buono pasto, non hanno fatto nessuna domanda, sono stati obbligati per decreto a stare a casa. L‘amico Princi se prima di scrivere, avesse letto la circolare della funzione pubblica n. 2 del 01/04/2020 che citiamo testualmente :”Le amministrazioni sono chiamate, nel rispetto della disciplina normativa e contrattuale vigente, a definire gli aspetti di tipo organizzativo e i profili attinenti al rapporto di lavoro, tra cui gli eventuali riflessi sull’attribuzione del buono pasto, previo confronto sotto tale aspetto con le organizzazioni sindacali. Con particolare riferimento alla tematica dei buoni pasto, si puntualizza, quindi, che il personale in smart working non ha un automatico diritto al buono pasto e che ciascuna PA assume le determinazioni di competenza in materia, previo confronto con le organizzazioni sindacali”, non avrebbe fatto Un “favore” all’Amministrazione, parafrasando quanto scritto dall’Avv. Mauro in merito della nota diffusa dalla Uil, “che ha idee più chiare e ha preso le distanze dalle note delle altre organizzazioni sindacali” La circolare è molto chiara, ma Avv Mauro crediamo non la conosca, ma neanche la UILFPL.

In data 31 marzo alle ore 15.37 a mezzo comunicato stampa Avv.Mauro comunica che le somme dei buoni pasto non spesi sono devoluti.
Ecco che si esce sui giornali, e diciamo che nobile iniziativa ma ci doveva coinvolgere, anzi avremmo proposto come lo abbiamo fatto la sera del 30 Marzo alle ore 18.59 per tramite del Coordinatore Antonio Romeo, il quale ha esposto la proposta della stragrande maggioranza della RSU al Dott. Mauro, il quale ha risposto “ok vi faccio sapere”, ma poi il nulla sulla proposta. In data 31 marzo alle ore 15.37 a mezzo comunicato stampa Mauro comunica che le somme dei buoni pasto non spesi sono devoluti. Il 1 aprile l’avv Mauro scrive a tutti i dipendenti facendo un pesce d’aprile dicendo che si trattiene i soldi dei buoni pasto non spesi , prima decide “motu proprio” poi informa. Noi non provochiamo disparità di trattamento, a benevolenze per pochi intimi a discapito di tutti gli altri lavoratori, noi difendiamo i dipendenti tutti e facciamo proposte concrete a difesa degli stessi e dei cittadini. All’ Avv. Riccardo Mauro, nel ribadire ancora una volta che saremmo stati tutti noi disponibilissimi a cedere i buoni basto dopo il confronto, vogliamo invitarlo a non farsi sorgere alcun dubbio in merito alle nostre proposte. Il portavoce e coordinatore della RSU ha contattato telefonicamente l’avv. Mauro prima che venisse approvato il bilancio di previsione, Il segretario della CISL FP Enzo Sera ha contattato il Sindaco, molto prima della polemica mortificante del Vice Sindaco, proponendo che l’intera somma delle P.O. venisse destinata agli scopi umanitari dell’emergenza coronavirus, o almeno le economie.
Tutto riscontrabile. Per chiarezza di tutti i dipendenti e dei cittadini che leggono, le somme destinate alle P.O. vengono detratte dal fondo del contratto decentrato ma poi vengono messe a bilancio, e le economie “non utilizzate nel corso dell’anno, non possono confluire nel fondo risorse decentrate dell’anno successivo, ai sensi dell’art. 67 del Ccnl Funzioni Locali del 21 maggio 2018, e costituiscono economie di bilancio cit. parere aran 1891/2019”, economie di bilancio come le poche migliaia di euro dei buoni pasto.

In totale contrasto su quando affermato, forse ad arte, dal Vicesindaco Riccardo Mauro che citiamo testualmente “Qualora, per assurdo, decidessimo di non fare le “PO”, quelle somme resterebbero sul Fondo e non si potrebbero utilizzare per altro pur se il sindacato acconsentisse ad attingervi per altri scopi che non fossero di esclusivo interesse del personale dell’Ente. Se fosse come affermato dal avv. Riccardo Mauro, noi tutti chiederemmo a gran voce di restituire a tutti i dipendenti le 270 mila euro non utilizzate per l’anno 2019 e rimetterli nel fondo, ma come lui ben sapra’ questo e’ stato fatto ma i dirigenti della Metrocity componenti della delegazione trattante, applicando il parere sopra citato hanno risposto picche alle nostra richiesta. Tutti noi e la stragrande maggioranza dei dipendenti, ci chiediamo il perche’ di questa corsa a fare le P.O. proprio quest’anno in questa situazione emergenziale , dopo più di 10 anni che nessuna amministrazione ha fatto, in questo 2020, dove ogni euro speso per i cittadini in difficoltà o per contribuire all’acquisto di attrezzature e sistemi DPI sia per i dipendenti che per gli operatori sanitari, sarebbe stato una manna dal cielo. Posizione organizzative per fare cosa? In questo contesto emergenziale con tutti noi a casa in lavoro agile. Questo ci chiediamo e chiediamo agli Amministratori. Senza nessuna polemica Dottore Mauro, spieghi a tutti noi dipendenti ai cittadini il perché, anche se ai sindacati non vuole darne conto, ai cittadini lo deve. Noi sottoscritti, vogliamo chiudere la polemica non vogliamo scontri muro contro muro, invitiamo l’ Amministrazione al confronto alla contrattazione con i rappresentanti dei lavoratori, come sempre e’ stato fatto dalle passate amministrazioni, per i diritti dei dipendenti tutti e in questa grave emergenza per dare una mano di aiuto a tutti i cittadini . La presente oltre a tutti gli organi di stampa per la pubblicazione, sarà inviata a tutti i componenti del consiglio Metropolitano per quanto di competenza”, conclude.