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Coronavirus a Reggio Calabria, l’appello di una giovane mamma a Falcomatà: “troppe difficoltà nell’acquisto di beni necessari per i nostri figli”

neonato

“Non c’è un negozio aperto  per bambini dove poter acquistare vestiti, e cose essenziali”: una cittadina di Reggio Calabria si rivolge al sindaco Falcomatà a nome di tutte le mamme”

Una mamma in difficoltà ha chiesto aiuto al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Molti negozi sono chiusi nel rispetto delle normative anti Coronavirus imposte dal Governo, la giovane donna ha riscontrato diverse problematiche in queste ultime settimane nell’acquisto di beni indispensabili per i propri figlioletti. Ecco la lettera indirizzata al primo cittadino:

“Buonasera Sindaco, sono cittadina di Reggio calabria.
Oltre che cittadina, sono anche mamma di due bambini, uno di due anni e una piccola di 9 mesi.
In questo momento di difficoltà io come gli altri genitori stiamo avendo dei riscontri nell’acquistare beni necessari per i nostri figli dato che non c’è un negozio aperto  per bambini dove poter acquistare vestiti, e cose essenziali per loro, come prodotti di prima infanzia, giochi di apprendimento e tutto quello che è utile.
Immagino le donne in gravidanza com’è che fanno ad acquistare le ultime cose necessarie che serviranno ai futuri nascituri.
Ho visto che sono stati sbloccati nei supermercati prodotti  di cancelleria, ma da ottima osservatrice ho notato che, oltre a non poter vendere articoli per la casa e per i bambini, i negozi di elettronica restano aperti come se acquistare un’aspirapolvere in questo momento sia davvero utile, e intanto viene considerato futile  tutto ciò che potrebbe servirci in casa e per i bambini.
Persino un essenziale stendino viene sigillato e etichettato bene non di prima necessità, perché   io  e le altre persone i panni li stendiamo a terra, oppure non posso comprare un girello a mia figlia, per esempio, perché viene coperto da plastiche e teli e quindi considerato poco necessario. (E voglio dire anche che queste cose non posso comprarle su internet, nemmeno una tuta a mia figlia perché non ne ho la possibilità, visto che con il reddito di cittadinanza si può  acquistare niente di niente su internet)
Oggi mi rivolgo a lei con questa lettera che non so se leggerà, mi auguro lo faccia, chiedendole di cambiare queste poche cose essenziali per noi e per i nostri figli in modo tale che se dobbiamo stare  chiusi in casa, abbiamo tutto quello che può servirci. Soprattutto ai bambini”.

Lettera firmata