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Reggio Calabria, 30enne arrestato per spaccio di droga immediatamente liberato dal giudice: l’avvocato si è opposto al processo telematico e, in aula, ha vinto la battaglia [NOMI e DETTAGLI]

Reggio Calabria: il giovane è stato arrestato in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti

Nella tarda serata di giovedi 23 aprile 2020, il sig. Gianluca Mirisciotti veniva tratto in arresto in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Durante un servizio esterno, in via Sbarre Inferiori i Carabinieri di Reggio Calabria avevano notato persone nelle vicinanze dell’abitazione dell’arrestato. Nell’immediatezza due soggetti usciti dall’abitazione sono stati sottoposti a controllo di polizia, venivano trovati in possesso di modiche quantità di marijuana, ricevuta dal pusher, la cui condotta criminosa era stata monitorata con filmati video.
Il 24 aprile 2020 si svolgeva procedura di convalida del fermo nel giudizio direttissimo presso il Tribunale di Reggio Calabria in composizione monocratica. L’Avvocato Mesiano, difensore del sig. Mirisciotti, non ha espresso il consenso alla trattazione del processo da remoto su richiesta del suo assistito e dunque, il direttissimo è stato celebrato in aula. Secondo il difensore “ l’Avvocato non può essere chiuso in un quadratino di computer e annullato nella sua fisicità. La comunicazione tramite remoto è un mezzo incompatibile con un contraddittorio reale, fatto di istantaneità di interventi e parole, i cui effetti sono pregiudicati. Il contraddittorio tra le parti deve svolgersi davanti al giudice (terzo e imparziale), non davanti a un monitor o allo schermo di un cellulare, incapace, anche se assistito dalla più evoluta tecnologia, di garantire l’immediatezza che è tipica del giusto processo.
Il processo deve rimanere nei confini costituzionali, mentre, invece, il processo telematico, a distanza, comprime i diritti fondamentali della difesa e dell’imputato e non rispetta la Costituzione”
Il Giudice Dott. Pirruccio convalidava l’arresto ma rigettava la richiesta di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari del Pubblico Ministero per insussistenza delle esigenze cautelari e soprattutto dei profili di attualità e concretezza, e ordinava l’immediata liberazione del sig Mirisciotti Gianluca.

Reggio Calabria: il Coronavirus non ferma lo spaccio di droga, arrestato un pusher a Sbarre [NOME e DETTAGLI]