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Mia madre si chiama Caterina Panuccio

“Mia madre come tutte le madri e i padri del mondo, non è un numero timbrato su una pratica”

Mia madre si chiama Caterina Panuccio, ha ottanta quattro anni ed è di salute cagionevole. Specifico il suo nome ed il suo cognome, non per velleità di protagonismo ma per ribadire che è una persona, dunque un essere umano e non un numero. Lo ripeto ancora e all’infinito, perché come tutti gli esseri umani, ha un nome, un cognome, una storia, un passato ed un presente. Mia madre come tutte le madri e i padri del mondo, non è un numero timbrato su una pratica. Lo ripeto all’infinito, perché come tali sono stati trattati centinaia di padri e di madri in questi ultimi tempi e come numeri sono morti, soli, sofferenti, abbandonati su un letto, solo perché hanno avuto la sfortuna di essere ricoverati in delle RSA i cui gestori erano e sono personaggi senza ombra di scrupoli e coscienza. Ora, io, personalmente, ho sperimentato sulla mia pelle che non sempre i figli possono occuparsi dei genitori anziani e ammalati, non sempre riescono, soprattutto al Nord Italia. Io ho lavorato quindici anni in Lombardia ed ho vissuto personalmente, gli orari pazzeschi a cui sono costretti centinaia di migliaia persone. Non è vero dunque, che i figli non vogliono i genitori in casa, molte volte non riescono a gestirli e scelgono per loro il meglio. Ora, in questo momento storico particolare è finita che non solo un figlio deve sopportare il dolore di aver dovuto lasciare un genitore “in Buone mani” ma deve sopportare lo strazio di sapere che il proprio congiunto è stato trattato come nel peggiore dei film Horror? Questo dolore deve sopportare un figlio? Questo è quello che è accaduto in questi ultimi tre mei, in molte RSA italiane. Questo si è verificato dove molti gestori delle strutture di riposo senza coscienza, in nome del Dio denaro hanno considerato gli anziani come numero su una pratica e dunque li hanno fatti ammalare e morire. Non è capitato certo dove i conduttori e gli operatori sanitari tutti hanno dato e riconosciuto Dignità di persone e di esseri umani a tutti quegli anziani la cui unica colpa è quella di essere invecchiate in questo periodo tragico.

È da vigliacchi maltrattare gli anziani, da vigliacchi infimi, da esseri spregevoli e purtroppo di queste persone ce ne sono tante. Quando guardo mia madre, con lo scialle e gli occhiali grossi che mi viene a dire: “Graziella, io mi ricordo le tabelline, te le dico? Oppure mi dice: “Graziella, io mi ricordo tutti i misteri del Rosario, te li dico?” Mi fa una tenerezza infinita. E quando la vedo correre per casa alle quattro del pomeriggio perché deve andare in cucina a vedere “Segreto” oppure la sento discutere con la sua migliore amica sempre della telenovela del cuore. Come si fa a fare del male a queste personcine indifese? Eppure mia madre è stata una roccia. Ha vissuto la seconda guerra mondiale, ha mangiato pane e cipolla, ha seppellito un padre morto per mano assassina, ha avuto quattro figli, ha seppellito il primo, ha tirato su gli altri tre, ha costruito una casa, ha sempre apparecchiato la tavola tre volte al giorno, non ci ha fatto mancare nulla ma nulla nulla eppure mio padre era un contadino. Ora, mia madre non è un’eroina, perché come lei hanno fatto 30 milioni di Italiani che adesso portano sulle spalle il peso dell’età. Lo hanno fatto tutti, nessuno escluso e la sorte che gli è toccata è quella che gli è stata riservata in alcune e ripeto alcune case di riposo? È questa la sorte? Essere trattati come nel peggiore dei film Horror? E allora là dove non c’è coscienza, vigili lo Stato, come sta facendo in questi ultimi tempi. Vigili sempre, non solo adesso in tempi di Corona Virus, ma sempre all’infinito, per colpire, chi è senza coscienza e proteggere la nostra memoria storica e cioè i nostri padri e le nostre madri.

Graziella Tedesco