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Coronavirus: sindaco Messin, ‘Servono regole diverse tra Nord e Sud, Conte non decide’ (2)

(Adnkronos) – “Se fossi il presidente del Consiglio ‘ sottolinea il Sindaco peloritano – farei una norma per i comuni, ovvero tutti quelli che hanno la possibilità di sostenere le riduzioni o meglio le esenzioni di tutti i tributi locali lo possono fare, anche subito. Cosa che adesso non può essere fatto perché manca una norma dispositiva che ci svincola dalla possibile contestazione di danno erariale. Farei un bel decreto legge che va in deroga a tutta una serie di norme ‘ comprese quelle per gli Enti locali ‘ che quindi agevola l’iter burocratico e tributario. Altra cosa che farei per tutto il meridione è: si apre tutto a condizione che sia istituito un database nel quale inseriamo tutti i dati delle attività economiche, grazie al quale introduciamo disciplina, anche con il sistema delle prenotazioni”.
“In base ai limiti che ogni attività dispone, si potrà stabilire quante persone possono prenotare contemporaneamente, pur garantendo le distanze di sicurezza. Chiunque vuole riaprire la propria attività può farlo a queste condizioni. Per gli esercenti che trasgrediscono si corre il rischio di sospensione dell’attività. -aggiunge De Luca – Quindi le prenotazioni diventano una precauzione imprescindibile per la ripartenza. Le mascherine per me devono essere obbligatorie, specie nel momento in cui si entra in luoghi chiusi. Per tale motivo imporrei dei distributori automatici all’interno delle attività commerciali, che permettano il rilascio di mascherine al costo di 50 centesimi, nella considerazione che è stata abbattuta l’Iva. Così come permetterei l’introduzione obbligatoria del dispenser in ogni locale commerciale, per permettere la sanificazione della mani. Certo, occorre il tempo per organizzarsi, ma avremmo il tempo per ripartire tutti: bar, pasticcerie, ristoranti, centri bellezza, barbieri, abbigliamento, cimiteri, chiese, tutti. Il principio è quello delle entrate contingentate, con orari prestabiliti e proporzionate alle superfici dei locali, per evitare assembramenti ingiustificati. Qualora per la prenotazione non ci sia posto, il richiedente avrà la priorità per la volta successiva. Dunque protocolli specifici che comunque garantiscano le aperture, avendo chiaro in mente che per un periodo preciso queste saranno le precondizioni per continuare a lavorare, ma almeno si avvia la macchina economica attualmente ingolfata”.