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Coronavirus a Reggio Calabria, il collettivo “La Strada”: “ecco le nostre tre domande a Falcoomatà”

la strada sede reggio calabria Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Coronavirus a Reggio Calabria, “La Strada”: “crediamo le nostre siano domande legittime rivolte a un amministratore pubblico, speriamo di avere riscontro. A meno che ormai Falcomatà non abbia voglia solo di darsi alla comunicazione, continuando a imitare il già ben noto comico Pasquale Caprì”

“Intendiamo porre al Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà tre domande”, è quanto scrive in una nota il collettivo “La Strada”. “Il tempo di emergenza –prosegue la nota-  impone sicuramente azioni rapide e tempi contingentati, ma a valutare il numero di interventi video e la consistenza dei contenuti -diciamocelo- spesso non esemplare, ci pare che il Sindaco Falcomatà possa avere il tempo per rispondere.

1.Siamo molto in difficoltà, perché essendo diventato il profilo facebook del Sindaco l’unico canale di informazione, fatichiamo a discernere la comunicazione istituzionale dalla propaganda personale, legittima certamente, purché fatta con soldi e risorse proprie. Ormai 40 giorni fa avevamo proposto, insieme al Centro Operativo Comunale poi realizzato, la creazione di una pagina informativa sul Covid-19 e sulla situazione in tempo reale, proprio per evitare una commistione e una personalizzazione dell’informazione pubblica che si sta rivelando indecorosa. Vogliamo sapere: chi gestisce la pagina facebook del Sindaco, chi paga per quei video pari a spot elettorali? Sono risorse pubbliche o private? Ovvero, sono soldi dei reggini?

2.Sempre dai video abbiamo appreso della distribuzione delle mascherine. Iniziativa meritoria, per la quale sappiamo esserci volontari e persone deputate a farlo. Purtroppo, al netto delle fatiche e dell’impegno di persone semplici e umili, sembra ci sia sempre chi cerca una vetrina. Niente da recriminare, purché ancora una volta sappiamo chi paga per questo. In un video Falcomatà, porgendo le mascherine ad una signora, dice: “Queste ve le regala il Sindaco!”. Apprendiamo così che le ha pagate lui con proprie risorse private? O piuttosto siamo all’acme di una campagna elettorale fatta con risorse pubbliche? Da un altro video apprendiamo trattasi di donazioni spontanee di cittadini sul Fondo di Mutuo Soccorso. Sappiamo dal report del Comune che al 3 aprile sono stati raccolti 15.583,61 euro da donazioni private. Grazie a tutti i generosi cittadini! Quanto si è speso per le mascherine? In nessuna delle pagine ufficiali della Città Metropolitana né del Comune siamo riusciti a reperire informazioni sul costo delle mascherine, né sui pezzi acquistati, né sui criteri della distribuzione. Dai video del Sindaco pare che il numero di mascherine che spettano a ciascuno sia ad arbitrio e volontà del princeps, ma certamente si tratta di un artificio estetico a favore delle telecamere. Chiediamo dunque: quante mascherine sono state acquistate, in che numero sono assegnate a ciascuna categoria professionale e/o di operatori e in quale numero per ciascuna persona? Secondo quali criteri?

3.Anche sulla consegna dei buoni spesa abbiamo un bel report video. Accettiamo che si possa omettere agli spettatori (non parliamo di cittadini, per favore!) per ragioni di marketing che i buoni siano frutto del lavoro del Governo, ma non capiamo il senso di un Sindaco che li consegna di persona, prendendosi per l’ennesima volta meriti che non ha. Abbiamo testimonianza certa del grandissimo lavoro dei dipendenti comunali e dei volontari che hanno fatto di tutto per consentire a tante famiglie di avere i buoni spesa, misura del Governo Conte, prima possibile per poter imbastire un dignitoso pranzo pasquale. E di altrettanti operatori e volontari che, perfino il giorno di Pasqua, lavoravano per aiutare i più deboli nella compilazione della domanda. A tutti loro sentiamo di dire grazie per lo sforzo richiesto in queste settimane. Siamo abituati allo stile di chi fa del lavoro e della gratuità il proprio vessillo, non ce ne stupiamo. Vorremmo capire, piuttosto, come mai la stessa alacrità che ha per la comunicazione il Sindaco non la metta nel disporre servizi civili per i senza fissa dimora, per i quali è stato lanciato un appello pubblico ormai da giorni a firma di quasi 400 cittadini al quale non è stata data alcuna risposta. Forse perché i senzatetto non rappresentano un elettorato? Vorremo capire, ancora, cosa intenda fare il Sindaco per risolvere emergenze strutturali della città direttamente imputabili al suo operato di questi sei anni, posto che, speriamo prima possibile, torneremo a vivere questa Città. Vogliamo sapere pubblicamente cosa l’Amministrazione Comunale può fare e cosa no. Ha carenza di risorse umane per rispondere ai bisogni di servizi essenziali e di salute e sicurezza pubblica? Necessita di ulteriori volontari? In questa seconda ipotesi per affidare loro che tipo di mansioni? Garantendo loro anche i minimi presidi di sicurezza? Che risponda pubblicamente, e se ne ravvede la necessità, che chieda l’intervento dello Stato. Crediamo le nostre siano domande legittime rivolte a un amministratore pubblico, speriamo di avere riscontro. A meno che ormai il Nostro non abbia voglia solo di darsi alla comunicazione, continuando a imitare il già ben noto comico Pasquale Caprì. Niente di male, visto che ha tempo e voglia questo è il momento giusto per dedicarsi agli hobby”, conclude la nota.