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Coronavirus a Reggio Calabria, l’opposizione contro Falcomatà: “il sindaco maschera per propri regali ciò che è frutto di donazioni pubbliche”

Coronavirus, l’opposizione di scaglia contro Falcomatà: “la stella polare dell’azione amministrativa del Sindaco di Reggio Calabria e della sua ingloriosa compagine che lo sostiene sia caratterizzata da una proterva concezione proprietaria della cosa pubblica finalizzata al procacciamento di clientele per scopi elettoralistici”

“La notizia della consegna di ”mascherine” nei confronti dei cittadini in tempi di coronavirus ad opera dello stesso Sindaco di Reggio Calabria il quale ripete ad ogni piè sospinto che il medesimo dispositivo di protezione rappresenta una regalia che il medesimo offre ai cittadini , circostanza la cui conoscenza è stata acquisita attraverso un video, appositamente confezionato con telecamera e microfono al seguito, diffuso tramite social network nonché evidenziato in tutta la rispettiva gravità dal presidente dell’Associazione “Cittadini per il cambiamento” Nuccio Pizzimenti, dimostra ancora una volta come la stella polare dell’azione amministrativa del Sindaco di Reggio Calabria e della sua ingloriosa compagine che lo sostiene sia caratterizzata da una proterva concezione proprietaria della cosa pubblica finalizzata al procacciamento di clientele per scopi elettoralistici”. E’ quanto scrivono in una nota Mary Caracciolo (FI), Lucio Dattola (FI), Pasquale Imbalzano (FI), Antonio Pizzimenti (FdI) Massimo Ripepi (FdI), Luigi Dattola (FdI), Demetrio Marino (FdI), Emiliano Imbalzano (Lega), Giuseppe D’Ascoli (Misto). “Proprio l’esatto opposto – proseguono- del rispetto del principio di legalità e delle scelte compiute secondo le regole del buon padre di famiglia, che tante volte sono riecheggiate in questi anni all’interno delle aule consiliari di Palazzo San Giorgio, ma drammaticamente divenute sconosciute appena terminate le adunanze del civico consesso. Una pratica eticamente indegna, in perfetta linea di coerenza con gli aspetti più deprecabili del caso Miramare , che altro non è che una delle pagine più miserabili e assolutamente condannabili di una consiliatura davvero triste per le sorti della Città. In questo senso, cogliamo l’occasione per chiedere il motivo per il quale l’Amministrazione Comunale non si sia avvalsa esclusivamente – come era suo dovere – dell’apparato amministrativo nella consegna di questi dispositivi di protezione, ossia dei funzionari e degli impiegati per legge chiamati a dare attuazione alle scelte che la politica adotta, ed anzi si sia impudentemente sostituita allo stesso. Ed inoltre: l’Amministrazione Comunale ha fiducia nei confronti dei rispettivi dipendenti in merito al loro operato e nell’assolvimento dei relativi doveri d’ufficio? E se dubita della buona fede del loro operato, chiarisca alla Città quali sono i fatti posti a fondamento di questo dubbio. Pertanto, la risposta che dovrà emergerà sarà comunque netta sul piano dei significati politici, o nel senso di una sfiducia conclamata nei confronti della burocrazia dell’ente, con una indicazione puntuale dei fatti e dei relativi motivi o, alternativamente, una vergognosa scelta compiuta soltanto quale volgare tentativo, l’ennesimo in questi giorni di emergenza coronavirus, di riacquisire il consenso perduto in questi anni di pessima amministrazione del Comune, rispetto a cui già da molto tempo i cittadini hanno manifestato il loro aperto dissenso. Tertium non datur”, concludono.