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Coronavirus, “come il Meteo influenza l’epidemia”: il clima mite di Calabria e Sicilia ha frenato i contagi, lo dice la scienza

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“Il freddo di marzo ha favorito il contagio in Italia”: è quanto emerso da studio sulla relazione tra coronavirus e condizioni meteorologiche. I dati spiegano anche perché Calabria e Sicilia sono state le Regioni meno colpite

Dall’inquinamento atmosferico, alla temperatura, fino all’età media della popolazione: tanti sono i fattori che sono stati chiamati in causa per tentare di spiegare gli aspetti che regolano la pandemia di coronavirus, che sta fermando il mondo e sta interessando in particolar modo il nostro Paese. L’inquinamento sembra essere il fattore che abbia causato una maggiore letalità al Nord Italia, piuttosto che al Sud Italia, ma anche l’aspetto meteorologico è finito sempre più sotto la lente di ingrandimento per comprendere la diffusione dei contagi e la possibile evoluzione nel tempo.

Nicola Scafetta, professore di Oceanografia e Fisica dell’atmosfera dell’Università di Napoli Federico II, ha dedicato uno studio alla relazione tra coronavirus e condizioni meteorologiche, con particolare riferimento alla temperatura. Nello studio dal titolo “A Proposal for Isotherm World Maps to Forecast the Seasonal Evolution of the SARS-CoV-2 Pandemic”, il Prof. Scafetta fa “un paragone tra le condizioni meteorologiche da gennaio a marzo 2020 tra la regione di Wuhan e le province italiane di Milano, Brescia Bergamo. L’incredibile somiglianza tra le condizioni meteorologiche delle due regioni ci porta a constatare che c’è un’ottima condizione meteorologica che può favorire la diffusione dell’epidemia di COVID-19″.

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Inverno. Scafetta, N. A Proposal for Isotherm World Maps to Forecast the Seasonal Evolution of the SARS-CoV-2 Pandemic. Preprints 2020, 2020040063 (doi: 10.20944/preprints202004.0063.v1).

L’analisi spiega che “le condizioni meteo di Wuhan fra la fine di gennaio e febbraio, quando il contagio ha fatto registrare il picco massimo nella regione, è quasi identica alle condizioni meteo fra febbraio e marzo nelle province del Nord Italia (temperature medie che vanno da 0°C a 15°C, ndr). D’altra parte, fino al 1° aprile, paesi con climi caldi (es. India, America centro-meridionale, Asia Meridionale, Africa e Oceania), così come paesi molto freddi (es. Canada, Russia, Europa nord-orientale) sembra siano stati meno infettati”. Per questo motivo le Regioni del Sud Italia, in particolar modo Calabria e Sicilia, che hanno latitudini più basse rispetto alle altre zone del nostro Paese, e di conseguenza temperature maggiormente simili a quelle di paesi con climi caldi, hanno fatto registrare una diffusione più contenuta dell’epidemia.

“Tuttavia, a causa del ciclo delle stagioni, le regioni geograficamente più esposte all’infezione cambiano continuamente nel corso del tempo”, scrive Scafetta che per questo motivo, ha elaborato delle mappe isotermiche mondiali per ogni mese dell’anno da gennaio a dicembre. La zona grigio chiara è quella più colpita, mentre le zone colorate, sia quelle più fredde o più calde, sono quelle che al momento hanno registrato una pandemia meno severa”.

Ecco i risultati riportati dall’esperto:

  • In gennaio, Wuhan è gradualmente passata dalla zona verde chiara a quella grigio chiara, nel momento in cui questa regione si è riscaldata.
  • In febbraio, quando la pandemia ha colpito questa regione più duramente, Wuhan era nel mezzo della zona grigio chiara. La zona grigio chiara copriva regioni che andavano dall’Iran all’Italia e alla Spagna e coprivano parzialmente il Sud-Est della Francia e l’Algeria settentrionale. In questi Paesi si è osservata una rapida diffusione dell’epidemia.
  • Primavera. Scafetta, N. A Proposal for Isotherm World Maps to Forecast the Seasonal Evolution of the SARS-CoV-2 Pandemic. Preprints 2020, 2020040063 (doi: 10.20944/preprints202004.0063.v1).

    In marzo, Wuhan si è riscaldata rapidamente ed è entrata nella zona giallo chiara e le infezioni sono diminuite. Nel frattempo la zona grigio chiara si è spostata leggermente verso Nordest, coinvolgendo altri Paesi europei quali la Germania e il Regno Unito. Le regioni dell’Italia settentrionale che includono Milano, Bergamo, Brescia, poco a Sud delle Alpi (riconoscibili nella mappa come una macchia verde scura), si trovano proprio nel mezzo della zona grigio chiara, proprio come Wuhan era in febbraio. La zona grigio chiara copre anche gran parte degli Stati Uniti d’America. In effetti, nel marzo 2020, tutti i Paesi menzionati hanno subito una significativa accelerazione della pandemia.

  • In aprile, la zona grigio chiara si sposta verso il Nordest europeo e la Russia, nel Nord America verso il Canada. Negli Stati Uniti la regione orientale si scalda presto e ed entra nelle zone giallo scure e giallo chiare, mentre gran parte della regione occidentale resta nella zona grigio-chiara. Nel frattempo, il Cile e il Sud dell’Argentina entrano nella zona grigio-chiara.
  • In maggio, la zona grigio chiara si muove verso una latitudine più alta di 50° Nord, prevalentemente nei Paesi scandinavi, in Russia e in Canada, così come in ArgentinaCile e Nuova Zelanda nell’emisfero Sud.
  • In giugno le uniche zone grigio chiare sono quelle al di sopra dei 60° di latitudine Nord, in Tibet, in parte dell’Argentina centrale e in regioni più piccole dell’Australia meridionale e del Sud Africa.
  • In luglio, le tendenze sono simili a quelle di giugno, tuttavia l’emisfero settentrionale continua a riscaldarsi.

Come si vede dal primo grafico nel mese di marzo, mentre le province comprese tra Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna ad esempio entravano nella “zona grigia” (temperature medie da 4° a 11°), Calabria e Sicilia invece appartenevano alla “zona gialla” (temperature medie da 11° a 14,5°). Uno schema che fornisce un ulteriore confronto della differenza climatica tra Nord e Sud Italia.

Così è possibile, in assenza di politiche preventive adeguate, che quando il tempo si riscalda la pandemia segua probabilmente il ciclo stagionale delle temperature e possa migrare verso le regioni settentrionali dell’emisfero Nord, indebolendosi in quelle più meridionali, come, ad esempio, la Cina e l’Italia. Inoltre, il modello meteorologico suggerisce che nell’emisfero settentrionale vi potrebbe essere una seconda ondata di contagi, dal momento che l’autunno segna il ritorno della stagione fredda e, in generale, la pandemia può tornare nelle regioni di media latitudine (approssimativamente fra i 30° e i 60° di latitudine Nord e i 30° e i 60° di latitudine Sud) con un ciclo di 6 mesi e un ciclo annuale in altre”, conclude il Prof. Scafetta.

L’Università di Napoli Federico II ha creato anche una pagina web (disponibile a questo link), dove è possibile consultare le mappe interattive Google Earth Pro mese per mese. Le mappe sono disponibili anche sugli smartphone, scaricando l’applicazione Google Earth.

Per leggere l’approfondimento completo, viene proposto di seguito il link di MeteoWeb:

Coronavirus, come il Meteo influenza la pandemia: “Il freddo di marzo ha favorito il contagio in Italia, attenzione alla seconda ondata”