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Reggio Calabria, guarisce dal Coronavirus e ringrazia il reparto Covid-19 dei Riuniti: “vedevo i vostri sorrisi anche attraverso le mascherine, mentre fuori c’è una riprovevole caccia alle streghe”

Coronavirus a Reggio Calabria, un guarito dal Covid-19 ringrazia il GOM

Un malato di Coronavirus è guarito nei giorni scorsi e stamattina ha inviato a StrettoWeb una testimonianza molto toccante rispetto alla battaglia affrontata. In occasione del 25 Aprile, ha voluto ringraziare il reparto Covid-19 degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, con parole emozionanti che riportiamo integralmente:

“Buongiorno e buon 25 Aprile a tutti, Vorrei approfittare di questa giornata per far arrivare i miei auguri e i miei ringraziamenti ai medici e a tutto il personale sanitario e para sanitario del GOM di Reggio Calabria, il personale medico del 118, e tutte le persone che mi sono state vicine nella mia battaglia, vinta, contro il covid. In particolare vorrei spendere due parole per il personale del reparto Covid-19, nessuno escluso, medici, infermieri, OSS, addetti alla cucina e alle pulizie, per il supporto che giorno dopo giorno danno alle persone ricoverate, e non parlo solo di cure farmacologiche, ma di “vicinanza”; io l’ho sperimentata personalmente in questo periodo in cui il distanziamento sociale è diventata la parola d’ordine – anche se troppo spesso viene scambiato per diffidenza nei confronti del prossimo – con i vostri sorrisi che possono essere percepiti anche attraverso le mascherine, il vostro saluto ad ogni inizio e fine turno, il vostro interessamento non solo per le nostre condizioni di salute ma anche per i nostri cari; in questo modo rendete più sopportabile la permanenza delle persone ricoverate. Grazie per aver visto in noi delle persone e non dei numeri. Grazie alle nostre famiglie per quello che hanno dovuto affrontare, perché per molti la famiglia di un covid-positivo è altrettanto contagiosa, in molti casi per loro non c’è solidarietà ma abbandono, non importa se chi si è ammalato lo ha fatto perché ha dovuto continuare a recarsi a lavoro senza tutele di presidi medici basilari, senza la tutela di chi a casa avrebbe potuto rimanere ma che invece ha preferito continuare ad inventarsi mille scuse per poter uscire dalla sicurezza delle mura domestiche. Se si rispettano le disposizione nessuno deve sentirsi minacciato dal prossimo, è riprovevole voler sapere a tutti i costi il nome delle persone coinvolte per poter additare, criticare, isolare ancora di più. Cosa vi cambia un nome o un volto? Ci sono le autorità competenti che vi avvisano nel caso vi siate trovati a contatto con un soggetto positivo. A questo proposito vorrei ringraziare per la vicinanza il sindaco Richichi di Villa San Giovanni, la Stazione carabinieri di Villa San Giovanni, la Protezione Civile, gli allievi Carabinieri di R.C., e più i generale tutti coloro che ogni giorno si adoperano per far arrivare il loro sostegno concreto a chi ne ha bisogno. Vorrei ringraziare anche i miei familiari, i miei amici e tutti i conoscenti che mi hanno fatto sentire il loro affetto con telefonate, messaggi e grande disponibilità, un grazie particolare a Lucia Calabrese e alla sua famiglia. Concludo con un abbraccio ai miei compagni di reparto e alle loro famiglie. Possa il Cuore Immacolato di Maria proteggerci”.