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Coronavirus: Giacomoni, ‘Arcuri eviti comizi e lavori per mascherine’

“Questa mattina durante l’audizione alla Camera ho invitato il commissario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri a lavorare dietro le quinte, a non farsi prendere dal virus della visibilità e di evitare di fare comizi come quello di ieri contro quelli che ha definito ‘i liberisti da divano’, perché hanno avuto l’ardire di criticare la sua scelta di imporre a 0,5 euro il costo di una singola mascherina chirurgica. Lupus in fabula. è notizia di oggi che il gruppo Crai, che fa capo a numerose insegne della distribuzione, ha deciso di ritirare dalla vendita le mascherine chirurgiche perché il prezzo imposto e inferiore a quello di acquisto. Insomma, l’ennesimo corto circuito nella gestione dell’emergenza”. Lo sottolinea Sestino Giacomoni, vicepresidente della commissione Finanze della Camera e membro del coordinamento di presidenza di Forza Italia.
“Ciò conferma -aggiunge- che nel nostro Paese l’emergenza è organizzativa prima ancora che sanitaria ed economica. Il commissario straordinario pagato da tutti i cittadini ha il compito di reperire i dispositivi individuali di protezione e a distanza di 40 giorni non sembra che ciò sia avvenuto: mascherine, respiratori, tamponi e tutto il resto, al di là delle parole, non sembra siano disponibili in quantità sufficienti”.
“Ho chiesto al commissario Arcuri -afferma ancora Giacomoni- quello che tanti cittadini e commercianti si chiedono: dove si trovano le mascherine a 0.50″¬ visto che le aziende dicono che a questo prezzo non sono in grado di produrle? O forse qualcuno vuole che vengano importate dalla Cina, magari senza marchio Ce?”