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Coronavirus e siciliani in casa.Ma le abitazioni nella nostra regione sono adeguate? Il 29,8% delle case è al di sotto degli 80 mq. Disagio più marcato a Catania e Messina

Per molti siciliani le proprie abitazioni sono inadeguate ad affrontare la quarantena in casa. In generale il 29,8% delle case è al di sotto degli 80 mq, dimensioni in cui vive anche un quinto dei nuclei più numerosi, con un disagio più marcato a Catania e Messina

L’emergenza sanitaria ha costretto una buona parte delle famiglie a passare molto tempo tra le mura domestiche, modificando radicalmente le proprie abitudini sociali e il modo di vivere la casa. Ma le abitazioni dei siciliani sono adeguate a fronteggiare questa situazione? Secondo l’analisi di Abitare Co., società attiva nell’ambito dell’intermediazione immobiliare, le famiglie siciliane hanno a disposizione una superficie media di 112,9 mq (la media nazionale è di 117 mq). Tra le 12 grandi città sono i milanesi ad avere la minore superficie media (88 mq), seguiti dai torinesi (91 mq) e dai bolognesi (96 mq), mentre gli spazi si allargano a Palermo (116 mq), Verona (114 mq) e Venezia (112 mq).

Al di là delle medie statistiche, il dato tendenzialmente positivo sulla superficie vale per tutti? Su questo la fotografia di Abitare Co. mostra aspetti meno rosei. Secondo l’ultimo censimento Istat quasi un terzo delle abitazioni (29,8%) occupate da persone residenti è al di sotto degli 80 mq e il 12,4% non raggiunge i 60 mq. Tra le province, la percentuale di case inferiori a 80 mq è più alta a Messina (35,7%), Enna (34,5%) e Catania (34,1%).

E i nuclei numerosi? Oltre un quinto delle abitazioni siciliane (20,9%) occupate da più di 4 persone è inferiore a 80 mq, ma con un’incidenza che arriva al 26,5% nella provincia di Catania, seguita da Messina (24%).

Abitazioni, quindi, sovraffollate: nel 2018, sempre secondo i dati dell’Istat , ben il 22,4% dei sicilianipari a oltre 1.126.000 cittadini, viveva in questa condizione. Un dato comunque migliore rispetto alle regioni come le Marche (41,2%), l’Umbria (37,7%) e l’Abruzzo (37,4%).

Ma oltre al sovraffollamento si aggiunge anche la carenza dei servizi primari e strutturali. Anche se rispetto al 2013 c’è stato un significativo miglioramento, nel 2018 oltre 618.300 cittadini siciliani (12,3% della popolazione) vivevano in abitazioni con problemi strutturali o di umidità. Si è comunque ben lontani dalla fotografia registrata in Calabria, Sardegna e Lazio, dove le percentuali superano il 20%.

Inoltre, ritornando al censimento del 2011, nelle abitazioni siciliane occupate da persone residenti, oltre 128.500 case erano senza acqua potabile e quasi 33.200 senza acqua calda, circa 802.300 non avevano un impianto di riscaldamento, in oltre 3.200 si registrava l’assenza di un gabinetto e in più di 17.800 nessun impianto doccia e/o vasche da bagno.

Ultimo aspetto che in questo periodo ha un ruolo importante per le famiglie in quanto consente di avere un contatto con l’esterno, riguarda la presenza di balconi, terrazzi e giardini di proprietà . Se la maggior parte sono senza dubbio “fortunati”, nel 2019 c’era comunque l’8,1%, pari a 165.000 famiglie, che non disponeva di questi “benefit”.

Percentuale di case occupate da persone residenti per classi di superficie dell’abitazione (mq): fino a 59 mq, fino a 79 mq e da 120 mq e oltre. Percentuale di case occupate da più di 4 persone residenti e inferiori a 80 mq. Dato regionale e per provincia.

% abitazioni occupate da persone residenti per classi di superficie dell’abitazione (mq)
TerritorioFino a 59 mqFino a 79 mq120 e più mq% abitazioni occupate da più di 4 persone residenti e inferiori a 80 mq
    Catania14,1%34,1%20,7%26,5%
    Messina15,0%35,7%17,3%24,0%
    Enna15,1%34,5%22,4%23,1%
    Palermo11,4%28,0%25,4%20,6%
    Caltanissetta13,0%30,3%23,7%20,4%
    Siracusa11,5%27,1%24,4%19,3%
    Agrigento11,0%26,2%28,6%16,5%
    Ragusa10,1%24,5%28,8%14,6%
    Trapani8,9%22,7%31,8%13,5%
  Sicilia12,4%29,8%24,0%20,9%
Fonte: elaborazione Abitare Co. su base dati Istat – Censimento Popolazione e abitazioni 2011