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Coronavirus: Artigiani Milano, ‘parrucchieri a rischio rivolta, è accanimento’

Milano, 27 apr. (Adnkronos) – Parrucchieri ed estetisti sul piede di guerra dopo il calendario per il riavvio delle attività nella fase 2. “La maggioranza dei parrucchieri e degli estetisti rischia di non aprire più i battenti, altro che riavvio il primo giugno. Occorre subito ripensare l’agenda e intervenire urgentemente al sostegno economico di un settore pronto alla rivolta”, spiega l’Unione Artigiani di Milano e di Monza-Brianza a proposito del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri presentato ieri sera.
“Il calendario definito – commenta il segretario generale dell’Unione, Marco Accornero – è inutilmente penalizzante nei confronti di questo settore. Non si capisce l’accanimento nel costringere alla serrata migliaia di botteghe di parrucchiere, barbieri ed estetisti che già sarebbero pronti con appositi dispositivi e l’accorgimento di ricevere su appuntamento un cliente alla volta, sanificando i locali spesso. Sarebbero le medesime condizioni che si verificherebbero per altre attività per le quali si è concesso il riavvio già dal 4 maggio.”
I parrucchieri, spiega l’associazione, continuano a non lavorare ma pagano “costi fissi come affitti e bollette”. Secondo Accornero, la soluzione urgente è quella di “consentirne la riapertura settimana prossima pur con regole stringenti o intervenire con provvedimenti di sostegno economico concreti. Attendere ancora più di un mese per far riavviare loro l’attività senza aiuto alcuno significa condannarli al fallimento e, prima ancora, assistere a un’autentica ribellione”.