fbpx

Coronavirus: Antoci, ‘Dap deve distinguere tra boss e detenuti comuni’

Palermo, 27 apr. (Adnkronos) – “Sono tante le scarcerazioni effettuate nell’ultimo mese di personaggi di rilievo della criminalità organizzata che hanno destato forte perplessità e preoccupazione. Fuori personaggi come Vincenzo Iannizzo, Antonio Sudato, Rocco Filippone, Antonio De Luca, Pino Sansone e Francesco Bonura. Tutto ciò ha provocato una levata di scudi. Le nostre preoccupazioni erano fondate”. E’ la denuncia di Giuseppe Antoci, Presidente Onorario della Fondazione Caponnetto ed ex Presidente del Parco dei Nebrodi. Antoci, “i primi di aprile, aveva considerato gravissime le prime scarcerazioni commentando quella di Antonio Sudato ritenendola ‘un’offesa ai familiari delle vittime di mafia”. Oggi arriva la proposta e l’appello al Governo.
‘I boss mafiosi vogliono approfittare delle maglie aperte dalle necessità sanitarie dovute alla diffusione del Covid-19 per poter tornare facilmente fuori dalle carceri – continua Antoci – Risulta inaccettabile che persone che hanno compiuto reati così efferati possano ottenere tali benefici”. “Sono stati tanti gli interventi di autorevoli magistrati che hanno posto in maniera forte il tema fra i quali: Sirignano, Tartaglia, Di Matteo, Gratteri e Maresca, questi ultimi anche minacciati da componenti di famiglie mafiose che, con sfrontatezza, li hanno insultati sui social”.
“Ma il rischio di infiltrazioni mafiose, dovute all’ingente quantità di denaro che sarà immessa nel Paese, è stato anche palesato in alcuni recenti interventi dei magistrati Maurizio De Lucia, Dino Petralia e Lia Sava che, unitamente al Procuratore Nazionale Antimafia Cafiero De Raho, hanno avvertito dei rischi che ne possono derivare”, dice.