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Coronavirus: Aditech, ‘bracciale biometrico possibile in Italia, basta volerlo’

Milano, 20 apr. (Adnkronos) (di Vittoria Vimercati) – I braccialetti biometrici per scoprire i nuovi contagiati da coronavirus e controllarli da remoto potrebbero essere implementati anche in Italia. “Basta volerlo”, spiega all’Adnkronos Vincenzo Gullà, fondatore e amministratore delegato di Aditech, l’azienda di Ancona che sviluppa software di telemedicina e con i ‘braccialetti’ lavora da tempo, sia nel campo dello sport che nell’industria medicale. Il Liechtenstein, come riporta Repubblica, ha messo a punto il primo test sulla popolazione: una piccola percentuale proverà questi bracciali, che controllano ritmo respiratorio e cardiaco e possono aiutare a individuare i covid sommersi. “Da un certo punto di vista sono meglio delle app, che si limitano a segnalare solo l’esistenza di un contagio sospetto”, sottolinea l’imprenditore.
La società collabora con ospedali, aziende e lavora da vent’anni a diversi progetti internazionali. Da qualche anno, insieme ad altri partner, ha realizzato Adilife, la piattaforma di telemedicina digitale che consente il monitoraggio da remoto dei malati ed è anche un’app, utilizzata dalle Asl Roma 2 e Roma 3 per la gestione dei pazienti, anche sospetti covid19. “La nostra app gestisce la quarantena. Nel momento in cui una persona è considerata sospetta non viene lasciata a se stessa ma con l’app il medico può monitorare tutti i giorni ogni sintomo, dalla pressione alla saturazione. Il trend viene tracciato su un sistema centralizzato, gestito dai medici: se inizia ad avere un problema, il sistema manda un alert a medico e utente”. Utilizzando la stessa piattaforma, si potrebbero anche usare braccialetti al posto delle app. “Certo che si può fare, ma al momento non c’è al mondo nessun braccialetto a certificazione medicale adatto per controllare l’apparato vitale. Un conto è lavorare con i gadget per il mondo wellness, un conto con la salute delle persone”.
I braccialetti più utilizzati sul mercato sono quelli di Garmin o Polar. “Sono prodotti – spiega Gullà – destinati al 90% per il fitness. Noi ne abbiamo predisposti alcuni per gli anziani: misurano il battito cardiaco e sono in funzione anti-caduta”. Per ora sul covid19 non c’è nulla. “E’ un argomento delicato, dipende dalla volontà dei ministeri e delle agenzie di tutela della salute che accettano l’utilizzo di un apparato non medicale”. Per mettere a punto una tecnologia del genere, “se c’è già una piattaforma digitale basta qualche giorno, il tempo di integrarla: noi siamo una delle poche aziende in Italia che ne ha una”.