Coronavirus a Reggio Calabria, Cisl: “Difendere e sostenere il personale sanitario, non basta chiamarli eroi”

Reggio Calabria, Cisl Medici e Cisl FP: “Gli operatori sanitari vanno sostenuti e protetti. Sono eroi degni di onori militari  che soffrono da anni in silenzio”

“Il gesto compiuto dalle Forze dell’Ordine, qualche giorno fa, di fronte all’Ingresso dell’Ospedale di Reggio Calabria, un saluto di ringraziamento agli Operatori Sanitari, è gradito, commovente, sentito. Anche le Forze dell’Ordine stanno fornendo un contributo notevole al contenimento della malattia da COVID 19 e sentirsi definiti “Eroi” proprio da loro è un’immensa soddisfazione, naturalmente ricambiata“- è quanto dichiarano CISL Funzione Pubblica CISL Medici, che proseguono:
Non tutti però si sono accorti che questi “Eroi” degni di onori militari soffrono da anni in silenzio e devono difendersi da attacchi esterni ed interni, dovuti ad un Piano di Rientro che non si è risparmiato a tagli lineari, provocando condizioni di “martirio” nei confronti del Personale Medico, delle Professioni Sanitarie e di Supporto.
Sugli attacchi interni ci sarebbe da dire molto, soprattutto dove si è determinata una condizione di Commissariamento per infiltrazioni mafiose, dove le “vittime” dell’insostenibile condizione erano proprio le stesse figure, ancora non definiti “eroi” e lasciati in pasto a discutibili gestioni che hanno affossato il terreno dove i Professionisti perbene non riuscivano ad esprimersi ma subivano e continuano a subire presenze inopportune e non più tollerabili.
Il colpo più duro proviene proprio da chi, questi “apprezzati” autori di una reazione responsabile e deontologica, non li dota del necessario, li manda al martirio senza che possano tutelarsi e tutelare, pronuncia nei loro confronti azioni che non si materializzano e li illude che tutto sia in arrivo, che tutto sia ad un passo dalla soluzione.
E’ amaro vedersi “omologati” per un valore di cento Euro mensili, perché il governo così ha così stabilito con il solo bonus per chi è rimasto in servizio a marzo 2020. E’ incredibile utilizzare Medici in prima linea, sottopagati, senza alcun diritto e riconoscimento, senza ferie, senza gli incentivi garantiti ai loro Colleghi a Tempo Indeterminato, eppure è vero, com’è vero che questi Medici non sono in affiancamento o in seconda linea riguardo responsabilità e sopportabilità della fatica, sono il Front Office dell’Ospedale, i primi che devono dare risposte.
Le risposte le danno tutti i “Precari” che non sanno se a fine mese dovranno andare via ed oltre al proprio dramma familiare ed economico verranno allontanati da un compito importante, determinante per la Nazione, degno di un saluto militare ma probabilmente sottovalutato da chi, al Piano di Rientro, non fornisce alle Aziende la possibilità di sanare tutto il precariato presente, far scorrere le graduatorie che da anni sono ferme e mantenere in “trincea” i Professionisti della Sanità, “eroi” per molti ma “carne da macello” senza un futuro, senza un riconoscimento economico adeguato e senza “armi” per farsi onore nella durissima “guerra mondiale” in atto.
I Colleghi della CISL FP e CISL Medici nel tutelare queste “inestimabili Figure” chiedono a chiunque intervenga nella loro gestione di onorarne la presenza e garantire le condizioni per farle esprimere per come saprebbero e vorrebbero, con lo stesso affetto manifestato dalle forze dell’ordine che hanno sentito il dovere di dare tutta la loro riconoscenza con un saluto, un gesto altissimo, perché sincero.
Si chiede di inserire subito negli stipendi dei medici a tempo determinato in Convenzione che operano presso PET 118, PPI, Pronto Soccorso, l’indennità aggiuntiva, come previsto dall’art. 29 AIR 2006, come da recente disposizione del Direttore Dipartimento Salute Dr. Antonio Belcastro, nonché del parere favorevole espresso dal Comitato Regionale della Medicina Generale. Tale indennità viene riconosciuta in altre ASP della Calabria.
Non riconoscere tale indennità è un mero atto di ingiustizia, in quanto i suddetti medici sono in “ prima linea “ esattamente come i medici del 118 convenzionati titolari. Se necessario si chiede l’avvio di un tavolo di confronto per Dirigenza e Comparto, come del resto è stato fatto in tutt’Italia.
Si chiede inoltre l’invio di Forza Lavoro sufficiente per giungere alla dotazione minima prevista per gli organici delle Unità Operative, l’invio di Personale dedicato all’emergenza in atto, per evitare promiscuità e diffusione del contagio, l’invio di Dispositivi di Protezione Individuale idonei e sufficienti per far fronte al rischio che incombe su tutti gli Operatori Sanitari delle Unità Operative e dei Servizi Ospedalieri e Territoriali, la verifica dello stato di contagio degli Operatori Sanitari in servizio e l’invio di sufficienti campioni per ridurre le lunghissime e pericolose attese del momento.
Non basta essere definiti “Eroi” bisogna essere allo stesso tempo protetti e sostenuti, se ognuno ai vari livelli facesse la propria parte, senza scaricare sugli altri e “contare” sui pochi Operatori Sanitari, forse ci sarebbero meno “eroi” ma anche meno contagiati e meno morti”.