Controlli sullo Stretto, lo sfogo di De Luca in diretta Facebook: “Vogliono ammazzare il sindaco di Messina”

Il sindaco di Messina in diretta Facebook: “Perchè la mia banca dati deve essere abbattuta? Perchè controlliamo i movimenti dei corrieri della droga? Sfido lo Stato e la Regione Siciliana a fornire in tempo reale i dati che vi ho dato io”

“Noi siamo in condizione di poter dire ai siciliani quanti persone sono entrate in Sicilia e dove sono destinate“- lo ha ribadito stasera il sindaco di Messina commentando il parare favorevole del Consiglio di Stato all’annullamento dell’ordinanza che istituisce la banca dati dello Stretto di Messina. De Luca anche stasera non ha risparmiato attacchi al Ministro dell’Interno e ha tirato in ballo gli artisti della Renault 4. Il sindaco, come accade troppo spesso, era talmente alterato che il vicesindaco Mondello, temendo per la salute del sindaco, durante la diretta Facebook l’ha pubblicamente invitato ad abbassare i toni e a calmarsi. “Signora Lamorgese la legge non prevede che gli artisti di strada francesi vadano in giro in Sicilia, a spese nostre. Questi signori hanno fatto pure un video. Uno aveva una mazzo di carte e nessuno aveva la mascherina. Signor Ministro, io mi devo fare pisciare in faccia?.Risulta che da settembre 2019 Lamorgese prestava servizio presso il Consiglio di Stato e che si è messa in aspettativa per fare il ministro. Il ministro Lamorgese ha scritto a se stessa. Che bella repubblica della banane. Si è messo in moto un sistema per far decadere il sindaco De Luca? Lamorgese, lei ha il coltello dalla parte del manico, lo usi bene“.

In merito al controllo sullo Stretto, il sindaco ha poi portato l’esempio della Regione Sardegna dove un’ordinanza del presidente di Regione disciplina gli arrivi nell’Isola: “Perche in Sardegna che ha un flusso d’ingresso minore della Sicilia il presidente della Regione può autorizzare gli ingressi e io non posso stabilire chi deve entrare nel mio territorio?”. Dopo Lamorgese è toccato a Musumeci, anche stasera De Luca ha duramente attaccato il presidente della Regione Siciliana: “Oggi agli sbarchi mi hanno aggredito e mi hanno detto di riferirle che lei non capisce nulla e non considera la realtà dei pendolari. Vuole scendere dal piedistallo ed occuparsi dei problemi seri? Ci sono assembramenti. Imponga ai vettori di fare due ingressi al porto, uno per i pendolari in arrivo e uno per i pendolari in partenza”. De Luca ha detto di sentirsi “bersaglio delle pistolettate di Stato”. Poi l’affondo: “Perchè la mia banca dati deve essere abbattuta? Perchè controlliamo i movimenti dei corrieri della droga e della malavita? Sfido lo Stato e la Regione Siciliana a fornire in tempo reale i dati che ho fornito io stamattina. Vergognati, vi dovreste dimettere. Avete offeso la Sicilia i siciliani- ha aggiunto il sindaco.

De Luca: “Forzatura la richiesta del parere del Consiglio di Stato, Lamorgese è in aspettativa da Settembre scorso”

La banca dati dello Stretto resta valida fino a quando il Presidente della Repubblica non recepirà la delibera del Consiglio dei Ministri. Intanto il sindaco di Messina sta elaborando una memoria da presentare al Governo in cui mette a confronto le varie ordinanze regionali emesse in Italia: “Voglio capire perché è stato preso di mira solo il sindaco De Luca. Siamo convinti  che volete fare fuori il sindaco De Luca, che lo volete ammazzare. La rabbia ce l’ho. Metteremo a confronto tutte le varie ordinanze che sono state adottate in Italia. Bisogna tenere conto che la Sicilia è una regione a statuto speciale”- ha detto De Luca.

“Abbiamo appreso dalle agenzie di stampa che domani ci sarà la riunione del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi ove verrà discussa la richiesta di annullamento della mia ordinanza che obbliga chi attraversa lo Stretto a registrarsi 48 ore prima sulla banca dati on line. Prima di deliberare in merito chiediamo di attendere la memoria difensiva che stiamo preparando in nottata, per consentire allo stesso Consiglio un esame integrato della nostra Ordinanza con quelle, di contenuto analogo, emanate da altre Regione ed Enti Locali, per le quali non risulta sia stato avviato il procedimento straordinario dell’annullamento, adoperando un incomprensibile metro di giudizio sperequativo a danno del diritto alla salute dei Siciliani e che ci porta a ritenere che si stia attuando nei confronti del Sindaco di Messina una inutile e dannosa persecuzione. Ritengo che sia una forzatura nei tempi e nei modi la richiesta e il rilascio del parere del Consiglio di Stato – conclude il Primo cittadino – anche in relazione a quella che è la posizione del Ministro dell’Interno, che proprio dal medesimo Consiglio risulta essere in aspettativa da settembre 2019. Mi permetto dunque di nutrire i miei dubbi anche in relazione ai modi con i quali è stata formulata la richiesta ed alla inconsueta celerità con la quale il parere è stato rilasciato”.