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Caro Vittorio Feltri, io invece ti capisco. E da terrone sono contento così

 

Caro Vittorio Feltri,
a fronte di centinaia, migliaia di voci indignate per le tue parole contro i meridionali io invece ti capisco. Perchè ti conosco. Ho letto i tuoi articoli, ho letto i tuoi libri, ho seguito la tua autorevole carriera giornalistica. E non sei mai riuscito a celare il tuo profondo razzismo nei confronti del Sud, oltre al tuo ego smisurato: sono i tuoi connotati, di cui vai orgoglioso. L’autostima si può comprendere alla luce dei grandi successi editoriali che hanno sempre contraddistinto il tuo percorso. Il razzismo anti-meridionale rientra invece nel contesto culturale in cui sei cresciuto e ti sei formato, a pochi chilometri da Pontida e all’ombra del leggendario Alberto da Giussano.

Io ti capisco, e devo riconoscere che sei uno dei pochi ad avere il coraggio di esprimere il tuo razzismo senza nasconderlo con imbarazzanti ipocrisie: ce ne sono tanti altri, giornalisti e opinionisti televisivi, razzisti contro il Sud almeno quanto te, ma in modo molto più subdolo e nascosto. Non vanno a dire che i meridionali sono inferiori, ma alimentano luoghi comuni e pregiudizi con servizi, inchieste e dibattiti volti esclusivamente a spalare merda sul Sud.

Io ti capisco, caro Vittorio, e da terrone sono contento così. Perchè l’escalation dei tuoi insulti e delle tue offese nelle ultime settimane è proporzionale al sempre più grave dramma sanitario della tua Bergamo a fronte dei sempre più evidenti successi della sanità meridionale. Sono contento così, non ovviamente per quello che è accaduto nella tua città. Perchè io a differenza tua non sono razzista, e vado orgoglioso che i tuoi concittadini siano stati curati egregiamente negli ospedali del Sud dopo che nella tanto decantata sanità lombarda ne avete combinate di tutti i colori e non avevate neanche i posti letto in cui prendervi cura della gente ammalata. Sono contento così soltanto perchè qui da noi non è successo quello che, sotto sotto, avreste voluto: i “morti ammassati sulle spiagge” e “l’ecatombe” che da quel maledetto 21 Febbraio quando abbiamo scoperto il “paziente 1” a Codogno tutti, in continuazione, annunciate per le Regioni del Sud.

“Siamo preoccupati per il Sud”, “il Coronavirus si sta spostando al Sud”, “la sanità del Sud non può reggere una situazione così grave”, “prove tecniche di strage”, “droni e coprifuoco necessari perchè al Sud non rispettano le regole”, e adesso negli ultimi giorni “la seconda ondata a Gennaio 2021 colpirà il Sud”. Roba che neanche Nostradamus. Mentre la gente si contagia e muore negli ospedali e nelle RSA della Lombardia, tutti ossessionati da quello che (non) succede al Sud. Quasi quasi riapriamo Veneto e Lombardia ma lasciamo chiusi i terroni dove va tutto bene ma con la scusa di evitare che arrivi l’epidemia, gli distruggiamo quel briciolo di economia che gli abbiamo lasciato. No?

Capisco che a un razzista ossessionato dalle manie di superiorità possa rodere il fegato scoprire a 77 anni di aver sbagliato tutto, di vedere un Sud eccellente nel fronteggiare un’emergenza che aveva invece colto impreparato la tanto magnificata e celebrata sanità lombarda.

E invece, caro Vittorio, il Coronavirus ha smascherato stereotipi e luoghi comuni. Perchè certamente nel Sud ci sono sprechi, inefficienze, disorganizzazione. In tutti i settori e quindi anche nella sanità. Ma è un problema comune con il Nord, come dimostrato da questa pandemia. Al tempo stesso, ci sono eccellenze tanto al Nord quanto al Sud. E se molti meridionali fanno la corsa a curarsi nelle Regioni del Nord, è proprio per il lavaggio del cervello che nel tempo ci avete fatto con la vostra macchina propagandistica degli ospedali migliori d’Europa, soltanto perchè non accogliete i pazienti più gravi per non peggiorare le statistiche. E tanti meridionali intraprendono viaggi della speranza per farsi curare allo stesso identico modo con cui lo sarebbero a pochi chilometri da casa, nelle tante eccellenze del Sud.

Quindi ti capisco, caro Vittorio: le Regioni del Sud vogliono ripartire, ma chiudendo i confini a nuovi arrivi dal Nord per evitare nuovi focolai di contagio. E tu ti incazzi perchè vedi un mondo ribaltato rispetto alla tua concezione dell’Italia: non eravate voi quelli che chiudevate le porte ai meridionali, senza che portassero alcuna malattia? Sia chiaro, caro Vittorio, che il governatore De Luca, o Musumeci, Santelli, Emiliano, non sono razzisti. Non chiudono le porte al Nord. Vogliono semplicemente bloccare il contagio, esattamente come la Cina ha chiuso Wuhan e l’Hubei dal resto del Paese. Altrimenti sareste sempre accolti a braccia aperta nelle nostre spiagge dalla natura selvaggia e incontaminata, nei nostri vulcani, nelle nostre isole, nei nostri ristoranti che servono i piatti migliori della cucina più genuina e sana al mondo.

E ci mancherebbe pure che ripartissimo senza chiudere tutti i nostri confini Regionali con il Nord, mentre il contagio continua in questi giorni a dilagare in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Liguria e invece s’è fermato al Sud, dov’è stato limitato ai casi portati da coloro che sono fuggiti da Milano quando s’è diffusa la notizia del decreto del Governo.

Se tutto questo si fosse verificato al rovescio, tu avresti goduto come un riccio caro Vittorio. E avreste schierato l’esercito padano sull’Appennino per evitare che il meridionale untore venisse a portarvi la malattia. Vi sareste opposti di curare i nostri malati nei vostri ospedali, perchè avete già piene le palle di mantenerci da decenni. Non è così che la pensi caro Vittorio? Mi sembra di leggerti nel pensiero.

Ecco perchè ti capisco.
E da terrone, sono contento così.