fbpx

Spesa sospesa a Reggio Calabria, il collettivo “La Strada” scrive al sindaco: “ci si relazioni con chi ogni giorno supporta le necessità in termini di povertà materiale”

Spesa sospesa a Reggio Calabria, il collettivo “La Strada” scrive al sindaco: “ci si relazioni con chi ogni giorno supporta le necessità in termini di povertà materiale. Perché solo loro sanno davvero di cosa c’è bisogno, momento per momento e giorno per giorno”

Di seguito il testo integrale della lettera del collettivo “La Strada” al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà:

“Egregio Sindaco Falcomatà,
abbiamo moto apprezzato l’accoglienza della proposta “spesa sospesa”. Allo stesso tempo sarebbe molto apprezzabile, in questa fase programmatica, che ci si relazioni con chi ogni giorno da tanti anni copre e supporta le necessità di questo territorio in termini di povertà materiale. Perché solo loro sanno davvero di cosa c’è bisogno, momento per momento e giorno per giorno. Ci riferiamo ai tanti operatori e volontari che conoscono direttamente i bisogni delle persone, alle strutture della Diocesi che sostengono le marginalità, alle altre realtà attive in città. Soprattutto in questa fase di nuove povertà emergenti è necessario che l’iniziativa “spesa sospesa” vada a rafforzare l’esistente, altrimenti il desiderio di fare può essere mediaticamente riuscito, ma controproducente anziché utile. I servizi sociali, ma anche i volontari Caritas e altri, così come il Banco Alimentare sanno bene di cosa c’è bisogno, cosa materialmente manca alle persone bisognose, ai bambini, cosa non si trova in magazzino. Occorre dare un ordine, perché altrimenti ci ritroveremo con un’eccedenza di beni nel luogo di stoccaggio e la mancanza di altri. Questo non è un lavoro che devono fare i dipendenti dei supermercati, né i cittadini che esprimono la loro solidarietà comprando un prodotto qualsiasi da donare. Questo lavoro deve farlo il Comune a monte, coordinandosi urgentemente in questa fase programmatica con le realtà attive sul territorio, prima che tutti in buona fede andiamo ad acquistare prodotti utili ma non necessari nell’immediato. Potrà per esempio esserci molta pasta e mancare completamente o quasi gli omogeneizzati per i bambini. Chi dovrà acquistare poi gli omogeneizzati se non, come al solito, i volontari o le catene di solidarietà che nascono privatamente via chat? Come si fa ad ovviare a questo contrattempo se non prevedendo una modalità diversa dal “vado al supermercato e compro qualcosa per i più poveri?”. A questo facevamo riferimento quando ieri abbiamo scritto “Crediamo che, però, la realizzazione di un’iniziativa del genere spetti ad un’Istituzione che può essere più capillarmente efficace su tutto il territorio”, altrimenti una campagna “spesa sospesa” avrebbe potuto organizzarla chiunque. Nel modulare la nostra proposta abbiamo tenuto conto delle problematiche emerse già in altre città, proprio per evitare di fare gli stessi errori qui. Cerchiamo di rispondere insieme alle esigenze e ai bisogni reali. A tal proposito valutiamo pure la necessità di dover ricorrere continuativamente alla solidarietà dei cittadini. Abbiamo notizia di 1.362.117,04 di euro destinati a Reggio per buoni spesa per i più indigenti. Su questi crediamo si debba fare presto una previsione anche in relazione alle campagne di solidarietà”.