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Reggio Calabria, il collettivo “La Strada” sullo stop alla Riforma del Welfare: “un’azione volgare e senza giustificazione alcuna, la Santelli intervenga immediatamente”

la strada sede reggio calabria Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggio Calabria, il collettivo “La Strada” sullo stop alla Riforma del Welfare: “è un’azione gravissima, questa messa in atto dalla neoinsediata maggioranza calabrese, che va nella direzione opposta della tutela delle fasce più deboli”

“Ci uniamo all’incredulità e allo sconcerto manifestato dalla Conferenza Permanente delle Politiche Sociali, nelle parole dei suoi portavoce Gianni Pensabene e Franco Mundo, nell’apprendere la sospensione della esecutività del regolamento regionale n.22/2019, ovvero il regolamento che andrebbe ad attuare la Riforma del Welfare in Calabria, con soli 20 anni di ritardo rispetto all’approvazione della Legge 328/2000″, è quanto scrive in una nota il collettivo “La Strada”. “È un’azione gravissima – prosegue la nota– questa messa in atto dalla neoinsediata maggioranza calabrese, che va nella direzione opposta della tutela delle fasce più deboli, ancor più in una fase in cui bisognerebbe agire per la sicurezza e la salvaguardia di anziani, malati, disabili, persone vulnerabili. Si tratta di una decisione assurda e pretestuosa che rischia di aprire ad un disastro sociale senza paragoni. Il percorso che aveva portato al Regolamento, tra l’altro, aveva visto la partecipazione proficua di tutti i soggetti del Terzo Settore calabrese: non si spiega quindi in alcun modo se non con la logica della becera strumentalizzazione campanilistica lo Stop alla sua attuazione. Sono vent’anni che la Calabria aspetta la sua Riforma del Welfare, sono vent’anni che centinaia di operatrici, operatori, realtà sociali, strutture operano con spirito di sacrificio, anteponendo l’interesse dei fragili ai propri interessi e, va ricordato, in queste ore esponendo anche a rischio la propria stessa vita. Cogliamo infatti l’occasione per riprendere l’appello lanciato nei giorni scorsi da Luciano Squillaci, Presidente della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (FICT), che chiede che sia estesa la possibilità di eseguire i tamponi a tutti gli operatori dei servizi residenziali per le tossicodipendenze e ai nuovi ingressi in Comunità degli utenti al fine di evitare il contagio dei ragazzi già in quarantena obbligata da diversi giorni. Pensiamo a tutti gli operatori che hanno non solo l’obbligo ma soprattutto il vincolo etico dell’assistenza sanitaria e della gestione educativa e che oggi si trovano in trincea spesso senza presidi sanitari e dispositivi di protezione. Pretendiamo che nelle disposizioni ministeriali, regionali e comunali si tenga conto, quindi, anche degli operatori che lavorano nelle strutture, nelle comunità residenziali, nei servizi ambulatoriali e diurni del privato sociale e dei servizi domiciliari. A tutti questi operatori vanno assolutamente garantiti subito gli indispensabili dispositivi di protezione individuale (DPI), come anche i presidi sanitari. Chiediamo che la Presidente della Giunta Regionale Santelli avvii subito un dialogo con la Conferenza Permanente sulle Politiche Sociali, che secondo obbligo di legge è costituita dalla Consulta delle Autonomie Locali composta dai Sindaci dei comuni capofila di Ambito e dalla Consulta del Terzo Settore della Calabria, prima che la Giunta assuma qualsivoglia provvedimento. Se ciò non verrà fatto si verificherebbe una chiara violazione dei principi di concertazione sanciti dalla L.328/00 e dalla L.R.23/03. Manifestiamo quindi la nostra solidarietà a tutti coloro che, anche in queste settimane, si fanno carico delle sofferenze e dei dolori più acuti delle persone più fragili e rigettiamo qualsivoglia ulteriore azione strumentale da parte dalle Istituzioni che, oggi più che mai, sono chiamate ad assumersi responsabilità con criterio”, conclude la nota.