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Reggina, Petricca (ag. Fifa) racconta il retroscena della trattativa Foti-Nakamura: il sigaro del Presidente e quel discorso in stretto dialetto calabrese

nakamura reggina Getty Images

Reggina, intervista all’agente di Nakamura: Oberto Petricca ha svelato il retroscena della trattativa che ha permesso l’arrivo del giapponese alla corte di Foti

Oberto Petricca ha fatto da tramite agli inizi degli anni Duemila per la realizzazione di diversi trasferimenti dai campionati asiatici alla Serie A“Mi sono occupato anche del passaggio di Hiroshi Nanami al Venezia”, ha esordito l’Agente Fifa. Come dimenticare Shunsuke Nakamura alla Reggina: “fu un’operazione commerciale, visti i numerosi scambi che sono poi nati tra la squadra amaranto e il Giappone. Un’operazione che portò grande visibilità per la Calabria e Reggio, che ha conoscoiuto per la prima volta terra ricca di storia, cultura, risorse naturali e culinarie”.

Petricca iniziò a seguirlo molto prima che sbarcasse in Italia: “Nakamura è stato il più talentuoso di tutti i giocatori nipponici arrivati in Europa. Parlo di inventiva, visione di gioco, è stato superiore a tutti i suoi connazionali. La trattativa? Proposi il calciatore perché lo seguivo sin dalle giovanili con la maglia del Giappone. Tutti pensavano potesse andare in un grande club italiano. Real Madrid? C’era l’opzione, che non ho mai conosciuto nei dettagli. E’ stata anche per questo motivo un’impresa eccezionale portarlo a Reggio Calabria”.

Infine il retroscena sulla trattativa: “Foti entrò in una stanza da solo con Nakamura, nonostante non parlasse la lingua giapponese. Il calciatore all’inizio era visibilmente disorientato, non capiva le parole pronunciate in stretto dialetto calabrese dal presidente ma ha percepito l’entusiasmo, quel feeling che solo al Sud è possibile capire. Ricordo i sigari toscani, in Giappone c’era il divieto assoluto, il presidente del Yokohama che non reggeva all’odore. Nell’ufficio, al momento della firma decisiva, Foti avvicinò l’altro presidente per abbracciarlo, si stava per chiamare la sicurezza. Era una rivoluzione assoluta per loro nell’affrontare le trattative in questo modo, ma quell’umanità fu decisiva per la chiusura della trattativa”, ha concluso Petricca.