fbpx

La politica ai tempi del corona virus: i populisti

Di Kirieleyson – I populisti hanno sempre ricette facili per risolvere tutti i problemi, anche i più complessi, virus compresi.

Possono così offrire al loro target uno slogan facile da memorizzare e che essi stessi possono sparare ad ogni occasione, piuttosto che tentare di addentrarsi in strade più complicate, quali molto spesso le circostanze richiederebbero, ma ben più difficili da percorrere.

Altra caratteristica dei populisti è che, al di fuori della loro sfera personale e nazionale non vi sia quasi mai nulla di buono. Pertanto le loro soluzioni ai problemi non sono mai quelle degli altri e sono spesso addirittura uniche.

Trump ritiene che ciò che accade al di fuori del suo paese non lo riguardi ed ha ripetuto sempre il suo unico obiettivo “America first”, purtroppo per gli Americani, specie di New York, pare lo stia centrando.

Johnson, visto che nel Regno Unito si guida a sinistra e si usano ancora i pollici e le libre, gli è venuta spontaneo trovare anche per il virus la soluzione autarchica, che agli altri paesi pare essere evidentemente sfuggita: l’immunità di gregge.

Bolsonaro invece è andato oltre: il virus non esiste! E si fa riprendere mentre passeggia quando in tutti gli altri paesi tutti, gli altri, stanno a casa.

E i populisti nostrani?

In questo momento stentano a farsi sentire, dato che i social sono polarizzati dal virus, le manifestazioni di piazza sono state sospese, i migranti non arrivano più e nei talk show vengono invitati essenzialmente tecnici sanitari ed economisti. Si limitano a fare gli incazzati.

Sopravviveranno al virus?