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Coronavirus, il sindaco di Messina prepara una nuova ordinanza coprifuoco: esercito in città e stop alle passeggiate. L’ira di De Luca contro la comitiva in vacanza in Trentino: “sono più di 115, qualcuno non si è autodenunciato”

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Il sindaco di Messina: “La situazione rischia di sfuggire di mano, ci vuole l’esercito”

A Messina la situazione rischia di sfuggire di mano e si teme l’esplosione dei contagi. I messinesi partiti in comitiva a Madonna di Campiglio e rientrati in città lo scorso 7 marzo sarebbero più di 115. Lo ha detto stasera il sindaco di Messina nella sua diretta fb. Molti di loro al rientro non si sono autodenunciati e la paura è che adesso i casi di coronavirus aumentino in misura esponenziale, dal momento che risulta estremamente difficile ricostruire la mappa degli spostamenti e del contagio. Nelle ultime 24 ore, sui social e non solo, è partita la caccia all’untore: nella comitiva rientrata dal Trentino ci sono due professionisti, tra cui un medico,  risultati positivi al coronavirus.

Su ordine del sindaco si sta procedendo ad incrociare i nominativi in possesso con l’accesso alla banca dati ufficiale per  la registrazione delle autodenunce (secondo le procedure del dpcm). Questa procedura servirà ad individuare chi realmente ha seguito la misura cautelare dell’ autoquarantena e chi no. Il sindaco si è messo in contatto anche con la Questura di Trento, ma finora i nominativi in possesso provengono solo da tre strutture alberghiere di Madonna di Campiglio: mancano all’appello i dati di tutte le altre strutture ricettive. Chi fa parte della comitiva e non si è autodenunciato sarà denunciato dal sindaco: “Sono obbligato a farlo. La situazione è ormai conclamata da sabato e sappiamo anche che ci sono altri soggetti positivi; uno di loro ha infettato tutto il suo nucleo familiare”ha detto De Luca.

Il caso del medico anestesista positivo al coronavirus

Preoccupa in particolare il caso del medico del Policlinico risultato positivo al tampone: anche lui faceva parte della comitiva e ha prestato servizio presso il centro diagnostico di Santa Teresa di  Riva. “Stamattina si è chiuso volontariamente il centro diagnostico Fiumara. Questo medico anestesista ha svolto servizio presso il centro esattamente il 13 marzo scorso, dalle 15 alle 19, e si è interfacciato con 10 pazienti.  Franco Fiumara ha chiuso il centro e ha disposto la sanificazione. Ci risulta che ci siano altre  strutture, poliambulatori di Messina, dove il medico in questione ha prestato servizio dal 9 di marzo fino a qualche giorno fa e che non hanno chiuso“- dice il sindaco.

Durante la diretta Facebook il sindaco di Messina ha poi denunciato il caso di omessa comunicazione del ricovero del 50enne al Papardo per coronavirus. Anche lui faceva parte della comitiva ed è stato ricoverato sabato scorso. De Luca sarebbe stato messo al corrente del ricovero solo ieri, cioè lunedì.

Tutta la comitiva aveva l’obbligo di autodenunciarsi

Il sindaco di Messina stasera ha annunciato immediati provvedimenti nei confronti di chi, tornato dalla vacanza a Madonna di Campiglio, non si è denunciato secondo le procedure previste dal dpcm. Molti di loro hanno continuato a svolgere regolarmente le proprie attività lavorative e a praticare anche attività sportive. Tutti avevano l’obbligo di mettersi in isolamento secondo quanto previsto dal dpcm. La comitiva è rientrata in città lo scorso 7 marzo. Il dpcm del 7 marzo prevede che chi nelle due settimane antecedenti il decreto era rientrato dalle zone della Lombardia aveva l’obbligo di comunicarlo all’azienda sanitaria provinciale e di porsi in autoisolamento fiduciario. La comitiva messinese ha fatto rientro in città dallo scalo Bergamo, che già all’epoca dei fatti era zona rossa. L’obbligo di autodenunciarsi c’era ancor di più dopo il dpcm del 9 marzo, quando l’intera Italia diventava zona protetta. “Al momento non si sa quanti della comitiva abbiano seguito la procedura e quanti di loro siano stati esposti a contagio. Sappiamo per certo che una buona parte di loro ha continuato a fare le proprie attività”. A destare preoccupazione è anche il caso di Giuliana De Sio. L’attrice, risultata positiva al coronavirus, lo scorso mese era a Messina con lo spettacolo Le Signorine. La commedia è stata poi annullata. “Dobbiamo verificare se Giuliana De Sio si è sentita male in un b&b di Messina e se è stata visitata da un medico messinese”- ha detto De Luca.

Una nuova ordinanza coprifuoco: stop al passeggio ed esercito in città

Il sindaco di Messina stasera ha ribadito che userà la linea dura per contrastare il passeggio diffuso per le vie della città. De Luca ha inviato una nota al Prefetto per metterla al corrente di una nuova ordinanza coprifuoco, che stavolta riguarda l’interdizione al transito dei pedoni in alcune vie cittadine. Ma c’è di più: il sindaco chiede che la città sia presidiata dall’esercito. L’ordinanza del sindaco, che sarà firmata nelle prossime ore, impone il divieto di passeggio lungo la Statale 114, sul litorale da Galati a Briga, lungo la Cortina del porto, la litoranea nord, Ganzirri, San Saba, Rodia, Marmora, Acqualadrone e Ortoliuzzo.