La politica ai tempi del corona virus: il potere logora chi non ce l’ha

salvini chianalea

di Kirieleison – Il corona virus ha stravolto le ns. abitudini. A molti cambierà drasticamente la vita. Sicuramente ha messo in discussione molto di ciò di cui eravamo convinti prima della sua apparizione nel mondo.

Il lato positivo (con tutte le dovute cautele nell’uso di tale termine) che l’emergenza sanitaria ha fatto emergere è l’apprezzamento, da parte di tutti, delle tante cose al cui valore prima non davamo peso, tanto ci sembravano scontate e che invece adesso ci mancano, come fare una passeggiata o stare insieme ad altra gente, andare a fare compere o viaggiare o, anche solo poter lavorare.

Quando tutto sarà andato bene, festeggeremo a lungo e ci vorremo tutti più bene, anche se poi, a poco a poco, il ricordo di questo periodo si affievolirà e torneremo all’epoca ante corona virus.

Altrettanto bene, un periodo come questo potrebbe aiutarci farci comprendere come tanti di quei problemi che poco tempo fa ci venivano presentati come vitali per la ns. società e che a lungo hanno riempito ogni spazio di discussione, tanto rilevanti non lo erano affatto.

Ci accorgiamo così che abbiamo sprecato tanto tempo a menarcela tra legge sulla legittima difesa (che riguardava 3 o 4 persone in un anno), quella su quota 100 (che riguardava una minima parte della popolazione), per non parlare della patriottica difesa dei confini nazionali (quando si trattava di respingere solo qualche migliaio di poveri, veri disgraziati, che fuggivano a fame e guerre).

Speriamo che questa emergenza faccia capire, non certo a chi di quelle teorie ne ha fatto terreno di battaglia, ma almeno a coloro i quali quelle panzane se le era bevute, che i problemi da affrontare erano e sono ben altri.

Ci faccia ancora ricordare come il nostro paese, a parte la parentesi vergognosa del fascismo, ha dato tanto al mondo e tanto a noi stessi. Ci faccia comprendere quanto dobbiamo ritenerci fortunati di essere nati in Italia, nonostante i tanti difetti che abbiamo noi stessi.

E nonostante questo governo, non certo costituito da eccellenze, ma che, tuttavia, seppur con ritardi e metodi confusionari, alla fine si è dimostrato ben più decisionista e pronto rispetto a quelli di altri autorevoli paesi che ancora continuano a considerarci solo in termini di pizza, mandolino e inefficienza e come tali incapaci di agire e prendere decisioni difficili, come invece abbiamo fatto.

Rimane ancora una considerazione.

I politici sono una categoria di persone necessarie in ogni società. E non sono tutti uguali, checché   se ne dica.

Ci sono quelli che, quando si trovano all’opposizione nei momenti di difficoltà per il Paese, lasciano da parte la propaganda e, almeno a parole (ma già questo è importante), si propongono di collaborare, dimostrando, al di là delle idee che professano, più o meno condividibili, l’esistenza in essi di una consapevolezza istituzionale.

Altri, invece, da perenni incazzati e  devastati da incubi complottisti, pervasi dalla loro smania di protagonismo, fanno trasparire solo una spasmodica ricerca a  tutti i costi della visibilità perduta e la  perdita di ogni lucidità residua.

Andreotti aveva ragione: il potere logora, chi non ce l’ha.


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