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Coronavirus, Sgarbi attacca: “il Governo ha ucciso Dio. La gente non può pregare in chiesa, ma può ubriacarsi per le strade”

sgarbi coronavirus Gettyimages / Roberto Serra

Coronavirus, Vittorio Sgarbi torna a farsi sentire: “oggi Dio non c’è, siamo stati costretti a dimenticarlo. Mi schiero dalla parte del Papa”

Vittorio Sgarbi è finito nell’occhio del ciclone per alcuni video postati sui social durante i quali ha minimizzato sulla pericolosità e sulla diffusione del coronavirus. Secondo quanto riportato da mediaset.it, tali affermazioni sono costate caro al critico d’arte, che ha ricevuto un esposto penale da parte dell’associazione Patto Trasversale per la Scienza. “Mi scuso per essere stato male interpretato”, ha affermato durante la trasmissione “Dritto e Rovescio” in onda su Rete 4 e condotta dal giornalista Paolo Del Debbio.

“Io non voglio sottovalutare nulla, sono il nemico principale del coronavirus. Ma sono ottimista. Restare in casa è il modo migliore per contenere il contagio”, ha chiarito Sgarbi. Nel corso del collegamento non è però mancata una critica per le decisioni adottate dal Governo legate anche al divieto di recarsi in chiesa: “c’è un contagio più grave, quello di alcuni che impongono una verità di Stato, un atto politico sopra il pensiero del Papa e del Parlamento. Noi abbiamo dato la certezza che questa malattia è mortale e pericolosa. La paura è più forte del potere. Oggi Dio non c’è, siamo stati costretti a dimenticarlo. Il governo ha ucciso Dio. Il Papa ha detto che non sempre certe misure drastiche sono buone. Credo che il Papa abbia ragione. Non è la peste, eppure la gente non va in chiesa. Però può recarsi in strada per ubriacarsi. Bastava permettere l’entrata di 15 fedeli alla volta. Interrompere il rapporto con Dio è un atto intollerabile”. Sgarbi conclude lasciando un messaggio ai telespettatori: “restate a casa, ma non abbiate paura!”.