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Coronavirus a Reggio Calabria, la denuncia della Cisl: “agli operatori del Suem non viene fornito nessun dispositivo di protezione individuale”

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Coronavirus a Reggio Calabria, la denuncia della Cisl: “agli operatori del Suem non viene fornito nessun dispositivo di protezione individuale: mascherina, igenizzante per mani, guanti”

“Visto il periodo storico in cui ci troviamo “emergenza Covid 19” che tutta la sanità calabrese sta affrontando al pari di quella nazionale, la scrivente Organizzazione Sindacale, pur apprezzando gli sforzi fatti, intende porre in evidenza, per l’ennesima volta ed esprimendo il proprio disappunto, sulla condizione della centrale operativa del 118 di Reggio Calabria punto cardine nella gestione di tale emergenza“. E’ quanto scrivono in una nota il segretario generale, Vincenzo Sera ed il segretario Sas Asp di Reggio Calabria, Salvatore Taverriti. “Entrando nel dettaglio -proseguono-  in centrale operativa SUEM 118 lavorano 15 operatori al fronte dei 24 previsti per il normale svolgimento dell’attività lavorativa; con il sopraggiungere della maxi emergenza COVID 19 il lavoro ovviamente è raddoppiato ma nella carente centrale suem 118 è rimasto lo stesso numero di operatori con notevole carico di lavoro. Non si è pensato, quando invece era fondamentale e di estrema importanza, di istituire una task force per l’emergenza con medici o infermieri dedicati senza sovraccaricare gli operatori in servizio che sono già allo stremo delle forze; né tanto meno sono stati forniti protocolli operativi agli operatori che vengono aggiornati verbalmente di volta in volta lasciandoli abbandonati a loro stessi. La CISL FP è venuta a sapere che, ad aggravare la situazione è la strumentazione, i computer delle postazioni in centrale operativa non sono funzionanti al 100%, infatti una postazione ripristinata poco tempo fa da un guasto funziona male non fornendo all’operatore di turno la possibilità di accedere alle rubriche di emergenze e alla visualizzazione delle chiamate in attesa di risposta; quest’ultima problematica è presente anche su un’ ulteriore postazione.

Inoltre fatto inaccettabile è che a questo numero esiguo di operatori non viene fornito nessun dispositivo di pretezione individuale: mascherina, igenizzante per mani e computer, guanti ecc, cosa gravissima perché se malauguratamente dovesse esserci un contagio in centrale operativa si rischia di far saltare tutti gli sforzi per la gestione dell’emergenza COVID 19. La fornitura dei DPI è un obbligo del datore di lavoro cosi come previsto dal TU.81/08. Ancora si sottolinea che anche agli operatori di ambulanza i DPI vengono forniti a singhiozzo esponendo il personale tutto a notevole rischio per la salute propria e della collettività. Altresì si evince anche un atteggiamento imparziale e discriminatorio nei confronti degli operatori di centrale non accettabile in quanto i lavoratori tutti sono esposti ai rischi derivanti dalla mancanza dei DPI. Per quanto riguarda invece, il parco macchine già risicato per la normale attività andava implementato sia di mezzi che di autisti/soccorritori. La soluzione visto l’emergenzialità può essere affrontata con nuove assunzioni e progressioni interne o magari rivolgendosi ad associazioni di volontariato da affiancare ai mezzi del 118 e per dare una maggiore e veloce risposta alla cittadinanza. In conclusione manca praticamente tutto il sistema di maxiemergenza: protocolli, tecnologia , personale, mezzi di soccorso, ecc. La CISL FP pone in evidenza tutte queste problematiche all’interno del SUEM 118 e sollecita I vertici ad adottare, ogni opportuno provvedimento atto ad individuare idonee soluzioni”, concludono.