Categoria: CALABRIAFOTO & VIDEOFoto CalabriaFoto Reggio CalabriaGalleryNEWSREGGIO CALABRIA

Coronavirus, un messaggio di speranza dalle strutture psichiatriche di Reggio Calabria

Emergenza coronavirus, la lettera del Coolap di Reggio Calabria

Le più alte cariche istituzionali in materia di salute consigliano di ridurre i rapporti sociali. Questo è il messaggio costante che da un po’ di tempo sentiamo ripeterci da ogni parte del globo. Esiste però un singolare gruppo di persone, uomini e donne di ogni età, che l’emarginazione sociale, la conosce fin troppo bene e ci vuole aiutare ad abbatterla con il sorriso”.

Il Coolap (coordinamento lavoratori psichiatria) con una nota a firma di Giuseppe Foti, Vincenzo Barbaro e Filippo Lucisano, vuole farsi tramite “del messaggio di speranza che queste brave persone vogliono divulgare a tutti noi“.

Loro, nostri cari amici, vivono all’interno delle strutture psichiatriche reggine e da sempre chiedono riscatto ad una società che li ha etichettati, messi ai margini e dimenticati! Oggi, però, con l’altruismo e il sorriso che li contraddistingue, e chi li conosce davvero sa di cosa stiamo parlando, ci dicono di fare rete e di non mollare. Uomini e donne che conoscono bene l’oscurità, l’angoscia e la paura dell’anima e ci prendono per mano per uscirne fuori. La loro semplicità, vi assicuriamo, è disarmante e allo stesso tempo incoraggiante.

In questi anni di lavoro all’interno delle strutture psichiatriche, ci siamo resi conto, sempre più, di avere una seconda famiglia e che le distanze dettate dai ruoli non esistono più. Vorrebbero, quindi, avere la stessa opportunità e fare la loro parte, concretamente, nel sostegno alla comunità. Abbiamo visto in molti di loro un’umanità che abbiamo dimenticato o perso di vista perché presi dal materialismo più sfrenato che ci fa dimenticare i veri valori. Valori che loro conservano e ci consegnano quotidianamente e che oggi la paura sembrerebbe farci notare più di altre volte, magari perché abbiamo bisogno di certezze eterne e non effimere. Concludiamo, ringraziando tutti coloro che hanno avuto del tempo e la voglia di dedicarsi a questa breve lettura e di pensare almeno per un attimo che esiste anche un’altra piccola società, forte e orgogliosa, quella che vive e lavora all’interno delle strutture psichiatriche. Noi lanciamo il nostro personale hashtag #SIAMO STATI ABBANDONATI!“.