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Coronavirus a Reggio Calabria, proseguono i controlli della Polizia Locale: denunciate 123 persone

controlli coronavirus polizia municipale Foto Salvatore Dato

Coronavirus a Reggio Calabria, controlli della Polizia Locale: dei 123 soggetti deferiti, 18 sono titolari di esercizi commerciali o venditori ambulanti

Continuano i controlli delle autorità sul territorio di Reggio Calabria per la verifica del rispetto delle misure decise dai vari decreti per il contenimento della diffusione del coronavirus. Di seguito la nota ufficiale:

“Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è entrato in vigore con decorrenza odierna il decreto legge n. 19 del 25.3.2020. Il provvedimento normativo sanziona amministrativamente buona parte di comportamenti che fino a ieri costituivano reato previsto e punito dall’art. 650. La Polizia Locale, che dall’inizio del piano di controllo straordinario ha contribuito in maniera significativa all’obiettivo prefisso, continuerà a stare sul territorio profondendo ogni sforzo necessario al fine di fare fronte alla circostanza emergenziale. Dal 12 marzo ad oggi, all’interno del piano interforze disposto dalla Questura, che si ringrazia per la sempre squisita vicinanza istituzionale, ha impiegato nelle 24 ore una media di 35 unite operative pro-die. Grazie alla dedizione del personale che ha operato con professionalità e abnegazione, in condizioni, anche emotive, non sempre semplici, sono stati raggiunti i seguenti risultati.
Controllate 1526 persone, 4298 esercizi commerciali. Sono state denunciate 123 persone per violazione dell’articolo 650 c.p.; tre di essi a che per false dichiarazioni. Dei 123 soggetti deferiti, 18 sono titolari di esercizi commerciali o venditori ambulanti che non hanno ottemperato ai provvedimenti previsti dalla decretazione d’emergenza. Sono state effettuate anche circa 12 ore di volo con il drone in dotazione, sequestrati 20 quintali di frutta e verdura e 18000 pezzi di merce varia ad ambulanti abusivi. È successo anche di dover deferire due cittadini della Repubblica popolare Cinese che in pieno centro storico erano intenti a tagliare erbe a dir loro medicinali da un’aiuola comunale”.