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Coronavirus: rapporto, a pmi servono 15 mld di liquidità nei prossimi tre mesi (3)

(Adnkronos) – ‘Le misure per compensare un’improvvisa carenza di liquidità nel sistema delle pmi – sottolinea Fabio Bolognini, co-fondatore di Workinvoice – vanno prese rapidamente, perché gli effetti possono essere molto veloci e alcune imprese sono più vulnerabili. La moratoria sulle rate dei mutui, ad esempio, aiuta sicuramente, ma non risolve il problema urgente del capitale circolante che in molte imprese si dilaterà nei prossimi due mesi. Il ricorso alla cessione dei crediti su piattaforme digitali che in questo momento operano al 100% in smart working può far parte delle soluzioni da attivare”.
Secondo Crif Ratings, il 55% del campione di pmi oggetto dello studio presenta livelli minimi o nulli di indebitamento finanziario o, in alternativa, disponibilità di cassa pari o superiori al debito finanziario in scadenza nel corso dei successivi 12 mesi. Queste aziende sarebbero in grado di far fronte all’emergenza dovuta alla diffusione globale del coronavirus, sempre che quest’ultima non allunghi i propri effetti negativi anche nell’ultima parte del 2020 o nel 2021.
Sul versante opposto, ci sono circa 31mila aziende, pari al 37% del campione, che affrontano l’attuale emergenza partendo da situazioni di liquidità già delicate, mentre 6mila, il 7% del campione, la fronteggiano senza molti margini di manovra. Entrambe, secondo lo studio, mostreranno nel corso dell’anno esigenze di liquidità per circa 60 miliardi di euro, di cui solo una parte minoritaria, stimata in circa 15 miliardi, potrà essere coperta dai flussi di cassa generati durante il 2020.