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Coronavirus: Mirabelli, ‘no reiterazione decreti, Parlamento può e deve lavorare’ (3)

(Adnkronos) – Ma può sorgere un’oggettiva difficoltà a garantire un corretto funzionamento delle Camere a causa della presenza di parlamentari contagiati e quindi della conseguente attuazione delle procedure previste in questi casi? “Se medici e infermieri si recano al lavoro nonostante il rischio di rimanere infettati -replica Mirabelli- si può riunire anche il Parlamento, naturalmente prendendo tutte le precauzioni necessarie per evitare il propagarsi del contagio. Inoltre il numero dei positivi e quindi impossibilitati a partecipare alle sedute non è così elevato, sicuramente non supera quello di senatori e deputati che solitamente sono in congedo o missione”.
Mirabelli indica inoltre le soluzioni tecnico-giuridiche per approvare i decreti legge tenendo conto di una situazione comunque particolare. “Potrebbero essere istituite commissioni speciali all’interno di Senato e Camera o anche di natura bicamerale per consentire un esame più rapido dei provvedimenti e comunque senza alterare, anzi salvaguardando meglio, l’equilibrio tra potere esecutivo e legislativo”.
Se poi nei sessanta giorni previsti, “e comunque dopo la regolare attività del Parlamento”, non si arrivasse alla conversione in legge, l’ex presidente della Corte costituzionale indica un’altra soluzione, ribadendo “il no alla reiterazione” anche come extrema ratio. “Si potrebbe pensare all’emanazione di un decreto legge ex novo, che non sia un semplice ‘copia e incolla’ di quelli precedenti, ma che, tenendo conto anche dell’evoluzione dell’emergenza, riorganizzi complessivamente le misure varate in queste settimane, rendendole meno frammentarie e disorganiche e creando un vero e proprio sistema di norme organiche, coerenti e incisive”.