Coronavirus, medico pendolare dello Stretto scrive a StrettoWeb: “Zero controlli all’ingresso del serpentone della Caronte a Messina”

Caos all’imbarcadero di Messina, la segnalazione di un medico pendolare dello Stretto: “Come è possibile lasciare un punto così nevralgico senza alcun controllo?”

Riceviamo e riportiamo di seguito la segnalazione di un medico pendolare dello Stretto, che scrive a StrettoWeb per raccontare quanto accaduto oggi agli imbarcaderi di Messina. Il nostro lettore denuncia la mancanza totale di controlli all’ingresso del serpentone della Caronte.

Buonasera, sono uno dei tanti medici pendolari dello Stretto che ogni giorno compie la sua personale odissea, svegliandomi alle 5 del mattino, e tornando a casa alle 19 circa la sera. Non è tanto questa situazione che vorrei segnalare, quanto la mancanza totale di controlli all’ingresso del “serpentone” Caronte il pomeriggio. Oggi, dopo aver smontato dal mio turno mattutino, mi sono recato, come sempre in anticipo sull’orario imbarco, all’ingresso dell’ “imbarcadero” nella speranza di avere un posto utile per la traversata delle 17:20. Ho regolarmente posteggiato lungo la fila che si crea in viale Giostra e ho iniziato ad osservare i furbetti che arrivavano col loro comodo e parcheggiavano allegramente di fronte ai cancelli sbarrati. Ero sereno poiché nei giorni scorsi, la fila era stata gestita dai solerti agenti della municipale, che invitavano i suddetti “scaltri” (per dirla alla messinese) a inserirsi nella legittima coda. Purtroppo “chi di speranza vive, disperato muore”. Alcune pattuglie di varie forze dell’ordine sono passate, ma nessuna si è premurata di far rispettare l’ordine. Nel mentre i tram passavano scampanellando per avvertire gli “ignavi” e farli scansare dalle rotaie. All’apertura dei cancelli, si è creata una certa ressa, a cui si aggiungevano ulteriori vetture che arrivavano “di volata” (degna del miglior Cipollini) dal viale della Libertà per inserirsi nel circuito di imbarco. Per poco non ci è scappato l’incidente. Ma non è finita qui. Chiamato il 112 per segnalare, mi hanno rimandato alla Municipale di Messina. Questa mi ha rimpallato al Prefetto. Il Prefetto alle 16:50 non risponde. Ho chiamato anche il servizio clienti Caronte, che mi ha consigliato di rivolgermi agli agenti che presidiano la rada San Francesco (e che ringrazio pubblicamente per il gran lavoro che svolgono). L’agente a cui mi sono rivolto, persona molto gentile, purtroppo ha detto che sono impossibilitati dal controllare tale cosa, essendo deputati ai controlli pre-imbarco. E questo lo capisco: ci sono ordini da rispettare e loro devono seguire le consegne. Ma la riflessione e la domanda seguente sorgono spontanee: in un periodo come questo, si son visti venire fuori gli istinti più primordiali e conservatori che ci siano, a volte oltre l’irruzione per una società moderna (il mio Prof di neuroanatomia direbbe “attivazione dell’archicortex”). In una far così delicata come è possibile lasciare un punto – oserei dire – nevralgico senza alcun controllo? Grazie per aver raccolto la mia testimonianza /segnalazione.

Lettera firmata