Coronavirus, la denuncia del Viminale e la quarantena all’Hotel Europa: la diretta del sindaco di Messina

cateno de luca

Emergenza coronavirus a Messina, De Luca fa il punto della situazione

Collaborazione continua e sinergica. È quello che chiede il sindaco di Messina per fronteggiare l’emergenza coronavirus in città. Il sindaco ha iniziato la diretta su fb ringraziando l’assessore Razza, che oggi è venuto a Messina. Il direttore del Policlinico Laganga è stato nominato coordinatore covid a Messina e De Luca si ritiene soddisfatto perché ciò consentirà di snellire le procedure e gestire meglio le situazioni di emergenza che stiamo vivendo. “Ringrazio l’assessore Razza perchè ha ben compreso il senso delle mie posizioni e il fatto che Messina ha bisogno di un’attenzione particolare“- ha detto De Luca.

Coronavirus Messina: i dati in città e provincia

Messina oggi è la città siciliana in cui si registrano più contagi. In città i casi accertati salgono a 175: 70 persone sono ricoverate, 105 sono in isolamento domiciliare. Decisamente più stabile la situazione in provincia, dove in totale si registrano 28 casi. 14 persone sono ricoverate e si registra 1 decesso.

Hotel Europa

Il sindaco di Messina ha fatto il punto sulla situazione dell’Hotel Europa, dove al momento alloggiano 100 persone. Si tratta di rom e di alcuni siciliani che nelle scorse ore da Villa San Giovanni sono stati autorizzati ad entrare in Sicilia. De Luca già stamattina aveva minacciato di occupare la struttura alberghiera e stasera tornerà lì per appurare che tutti gli ospiti entro stasera siano trasferiti nei rispettivi comuni di residenza. L’assessore Razza sta definendo gli ulteriori dettagli con la Prefettura. Tutti dovrebbero essere trasferiti entro oggi.  “Non accetterò che questo impegno non venga mantenuto. La decisione che abbiamo suggerito è  di contattare tutti i sindaci delle città in cui risiedono queste persone, per fare in modo che vadano a casa loro a fare la quarantena”.

Cristo Re

Nella struttura di Cristo Re 4 persone sono risultate positive al coronavirus. L’Asp nelle prossime ore procederà a trasferendoli in una zona protetta.

Come d’incanto

Sono 28 le persone ospiti della casa di cura di via I Settembre risultate positive al coronavirus. I pazienti sono stati trasferiti oggi negli ospedali “Papardo” e “Cutroni Zodda” di Barcellona. La misura è stata disposta dal Covid Team del Policlinico “G. Martino” alla luce dei risultati su tutti i tamponi effettuati.

Gli otto ospiti risultati negativi, invece, sono stati trasferiti presso una rsa cittadina dove opera ora personale del Sistema sanitario regionale appositamente dedicato. Già nei giorni scorsi i pazienti in condizioni più gravi erano stati trasferiti presso strutture ospedaliere. La casa di riposo, adesso, risulta vuota e si potrà procedere alla sanificazione dei locali.

In arrivo 20 mila mascherine

A Messina arriveranno 20 mila mascherine che saranno distribuite gratuitamente alla comunità, grazie alla disponibilità della Startex tessuti di Calatabiano, l’azienda che ha messo a disposizione gratuitamente le stoffe.La realizzazione delle mascherine è stata offerta da un’azienda della provincia di Messina, che ha chiesto di restare anonima. Oggi sono arrivate le prime 1000.

Caso Lamorgese

Infine il sindaco di Messina stasera è tornato sulla vicenda della denuncia del Viminale. Il sindaco ha ammesso di aver usato toni forti, ma ha ribadito che il suo era un grido di dolore. Ecco il discorso del sindaco:

Io voglio sottolineare che il Ministro secondo me ha preso una posizione sbagliata. Sarei stato disponibile a fare le mie scuse per il tono o per il contenuto di quello che è stato il mio grido di dolore, in queste circostanze dove le istituzioni non solo non ti sentono, ma quasi sminuiscono il senso delle tue battaglie. Il ministro ha deciso di denunciarmi? Ci sarà un processo nel quale avremo modo di confrontarci. Anche se io ora devo valutare, ne parlerò con i miei legali, di fare io una denuncia, perchè rispetto agli accertamenti che noi abbiamo avviato sullo Stretto e i dati che abbiamo constatato con tanto di documentazione delle Forze dell’Ordine, il comunicato del Ministero del 23 sera era totalmente scollegato a quello che noi stavamo accertando e che ancora sta succedendo sullo Stretto. Mi sono pentito? Direi una bugia, non sono ipocrita. Io faccio quello che mi sento di fare e ovviamente ne pago le conseguenze. Qui, caro Ministro, l’obiettivo non è sapere come si è espresso il sindaco, ma se il sindaco ha ragione o no. Noi dobbiamo rispondere se è giusto o no tenere in casa murate le persone, mentre ci troviamo ad essere sbeffeggiati da artisti di strada francesi che sono ancora in giro per la Sicilia. Signor ministro, noi siamo in trincea.  La mia è stata una grande caduta di stile, ma la sua non è stata da meno. Il mio mestiere lo farò lo stesso e lo farei sempre e comunque a modo mio. E se sono al terzo comune che amministro è perche la gente apprezza i miei limiti umani. La gente sa che nello svolgimento della mia funzione ci metto tutto me stesso. La gente sa che tutti i miei errori sono fatti in buona fede. Non ne voglio più parlare, perche siamo concentrati ad essere servitori della gente e della comunità che rappresentiamo”.