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Coronavirus: Grignani (Aiaf), ‘studiare modelli per ripartenza con emergenza’

Milano, 30 mar. (Adnkronos) – Una ripartenza delle filiere produttive e dei servizi “con l’emergenza” e non “finita l’emergenza”. E’ la “forma mentis in simultanea alla crisi” su cui bisogna lavorare, al più presto, per riportare in vita le catene di valore bloccate dal coronavirus. E’ il parere di Davide Grignani, neoeletto presidente di Aiaf, l’associazione per l’analisi finanziaria. La strada per avere una cura e un vaccino è ancora lunga e, di conseguenza, “è necessario studiare modelli di ripresa e ripensare tutte le filiere, da quelle che possono ripartire a quelle che devono cambiare business model par farlo”, spiega Grignani in un’intervista all’Adnkronos. Prima ci sarà questo ‘new normal’, ovvero una nuova normalità in tempi di epidemia, meglio sarà per l’economia italiana, e anche per i mercati dei capitali.
“Se si intravede una ‘continuità’ non mancheranno le società che si apprezzeranno, se non si vedrà il futuro per le aziende perché non c’è questa capacità di individuare strade per l’economia ci potranno essere ulteriori peggioramenti. E’ come un’equazione matematica”, sottolinea ancora Grignani, che è managing director e responsabile per le Istituzioni finanziarie per l’Italia di Socie?te? Ge?ne?rale. Serve quanto prima “far convergere un modello di gestione sanitaria con qualcosa di fortemente innovativo. Io – sottolinea – immagino una rivoluzione tecnologica potente. Un Paese dove, ad esempio, si possa testare la positività al virus prima di ogni ingresso in un luogo dove sono previsti assembramenti”.
Per arrivare a questo l’Italia dovrà giocare sulla sue doti “straordinarie” di flessibilità e inventiva. Secondo il presidente, “se lavoriamo su questo, le nostre capacità sono tali che potremmo essere più flessibili e più veloci a individuare questo new normal: ad esempio, nella tecnologia diagnostica del controllo l’Italia è molto avanti”. Chi vincerà, insomma, “sarà chi troverà più velocemente un modo per uscire”. Se sotto certi aspetti in Europa “non siamo messi molto bene, la nostra flessibilità di pensiero e di azione ci può dare la possibilità di ribaltare la graduatoria”.