fbpx

Coronavirus: economista Florio, ‘crisi peggiore del 2008, serve politica fiscale europea’ (2)

(Adnkronos) – Rispetto alla crisi finanziaria del 2008, spiega Florio, “il problema oggi non è far fronte a problemi di rischio di insolvenza di un Paese, ma di un grande shock simmetrico planetario, la cui risposta non può che essere di spesa pubblica diretta: incentivare le imprese a investire e i consumatori a spendere”. Nell’Eurozona, invece, “manca la comprensione che servirebbe una manovra di politica fiscale europea coordinata”.
Il rischio ora è che i singoli Stati si muovano da soli, dando risposte meno efficaci. “Alcuni Paesi approfitteranno della sospensione del Patto di Stabilità per fare spesa e aumenteranno il debito pubblico”. l’inevitabile aumento degli spread “sarà un po’ attenuato dalla Bce e da qualche strumento oggi in discussione, ma la risposta dei singoli Paesi darà un effetto limitato”.
Il debito pubblico italiano inevitabilmente si impennerà e al termine della crisi potrebbe superare il 150% del rapporto debito/Pil. Un livello critico per la sua sostenibilità. Ma per Florio “qualunque debito è sostenibile se c’è un’autorità monetaria che lo compra. Se l’Italia fosse un Paese isolato, il suo debito pubblico non sarebbe sostenibile da molto tempo”. Ma, conclude, “facciamo fortunatamente parte dell’eurozona e finora abbiamo avuto la Bce che ci ha sostenuto. La Bce e l’euro restano l’ancora di tutto il sistema. Preghiamo che lo restino ancora”.