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Coronavirus, De Luca lancia il guanto di sfida e prepara il coprifuoco: “Messina come Codogno, ci stiamo infettando con le nostre mani. Qua siamo tutti morti, da ora in poi si fa come dico io”

Il sindaco di Messina: “non mi faccio mortificare da nessuno, qui rischiamo di morire”

Basta con il babbio istituzionale e politico“. È il messaggio che il sindaco di Messina ha lanciato stasera su fb alle Istituzioni, a fronte del caos normativo sull’emergenza coronavirus. A Messina aumentano i casi di covid 19: in 24 ore si è passati da 32 contagiati a 73; aumentano anche i ricoveri, che, dai 15 di ieri, oggi sono saliti a 32. Attualmente risultano in isolamento a casa 41 persone, ieri erano 17.

“Non mi faccio mortificare da nessuno”

A scatenare lo scontro tra il sindaco e il Prefetto di Messina è il caos normativo generato dall’ordinanza di Musumeci e dalle parole del Premier Conte in merito all’apertura domenicale dei supermercati. “Sono molto risentito per la situazione che si è determinata. Ci siamo presi la responsabilità di firmare provvedimenti e assistiamo a una   situazione incresciosa. Conte ha ribadito che in tutta Italia gli esercizi adibiti alla vendita di generi alimentari devono essere aperti anche la domenica. Noi a Messina abbiamo seguito una logica: ad una certa ora deve scattare il coprifuoco, ma abbiamo consentito l’apertura domenicale. Musumeci ha il mio rispetto, fa le sue ordinanze e stabilisce che la domenica si chiude. Sono stato richiamato per l’ordinanza 60 perche in contrasto con il dpcm. Non è possibile che, quando conviene, le mie ordinanze vanno revocate. Io non ci sto più, se questa situazione ha portato conflitto istituzionale, sono pronto a chiarire, ma non mi faccio mortificare da nessuno”- ha detto De Luca.

“Non si esce! Ve lo ordino”

De Luca stasera ha sparato a zero anche contro il Ministro Speranza: “Continuiamo a riscontrare continui segnali balordi.  Speranza  va a fare un provvedimento che consente ai cittadini di fare la pipì attorno casa! Si rende conto che sta dicendo agli italiani di uscire da casa? Questi segnali non ci aiutano. A Messina non si esce! Questo è l’ordine del sindaco De Luca. La mia ordinanza è in vigore: non si esce da casa se non per motivi ben precisi”. 

“A Messina siamo avanti: adesso si fa come dico io”

Abbiamo aspettato tutta la notte per leggere il provvedimento del Presidente del Consiglio: ormai si legifera per annunci su fb. E nel frattempo la gente che fa? Ma noi siamo avanti“- ha detto De Luca annunciando una nuova ordinanza coprifuoco. L’intenzione del sindaco è di emettere nuovamente l’ordinanza (revocata) dell’11 marzo scorso, che prevede che in città restino aperti solo gli esercizi commerciali adibiti alla vendita di beni essenziali, come edicole e supermercati. I supermercati dovranno categoricamente chiudere alle 18.

La casa di riposo e i tamponi: “Ci stiamo infettando con le nostre mani, siamo in guerra”

“Stiamo imitando il modello Codogno, qui ci infettiamo con le nostre mani. Siamo in guerra contro un nemico invisibile.“- ha proseguito De Luca raccontando qualche dettaglio del tavolo tecnico convocato ieri insieme all’assessore Razza e ai dirigenti del Papardo, Irccs, Policlinico e Asp. Preoccupa in particolare la situazione della Casa di Riposo “Come d’Incanto”, dove, a detta del sindaco, non sarebbero ancora disponibili gli esiti dei tamponi effettuati sui pazienti e sul personale sanitario (23 in totale). Il sindaco pomeriggio ha attivato tutte le procedure per garantire assistenza alle persone che si trovano chiuse nella struttura da tre giorni. Il sindaco si è poi soffermato sul caso dell’Ircss. Il personale sanitario del nosocomio sarebbe ancora in attesa del tampone e a detta del sindaco “il personale è stato mandato a casa, col rischio di infettare le rispettive famiglie“. De Luca nelle prossime ore valuterà di organizzare l’assistenza per tutti coloro dovranno sottostare all’ isolamento domiciliare ma non dispongono di spazi adeguati in casa. L’ipotesi è quella ospitarli nelle scuole, che per il momento sono chiuse.

“Il sistema è andato in tilt. Qua siamo tutti morti”

“Ai primi  di marzo ho detto che la mia paura era che qui a Messina il coronavirus sarebbe stata una tragedia. A Messina il virus si sta diffondendo nei presidi sanitari. Già con pochi casi il sistema è andato in tilt. Qua siamo tutti morti, dovete stare a casa”– ha ribadito il sindaco.