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Coronavirus, Cosenza invita la Calabria a non mollare: “abbiamo nel DNA il coraggio di affrontare le difficoltà”. Poi ricorda i momenti più belli vissuti con la Reggina [INTERVISTA]

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Ciccio Cosenza invita la Calabria a non mollare e combattere il coronavirus con senso di altruismo responsabilità: l’ex Reggina racconta la sua esperienza con la maglia amaranto

La Calabria applaude Ciccio Cosenza e tutti coloro che si sono attivati per aiutare le aziende ospedaliere. Come detto in questi giorni, l’ex difensore della Reggina è molto impegnato sui social nel lavoro di sensibilizzazione sul tema Coronavirus. Il calciatore adesso vive ad Alessandria e veste la maglia della città piemontese, uno dei primi luoghi in Italia dove l’emergenza si è fatta registrare. La redazione di StrettoWeb lo ha contattato telefonicamente, “disturbandolo” proprio nel momento in cui si stava procurando una maglia da mettere all’asta per la raccolta fondi.

Gettyimages / Maurizio Lagana

Al Sud la situazione ha generato grande preoccupazione, così come in Piemonte lo popolazione si è dovuta presto adattare prima alle normative del Governo: “da otto giorni ormai siamo chiusi in casa, ad Alessandria il focolaio di contagi è partito molto più presto – ha spiegato Ciccio Cosenza – . Quindi da ormai oltre dieci giorni stiamo seguendo le direttive per la prevenzione. C’è ovviamente un’aria pesante, di tristezza. L’importante però è che alla fine si riesca a sconfiggere questo dannato virus. Nessuno poteva immaginare si arrivasse a questo, ma in modo graduale tutti hanno preso consapevolezza di ciò che è meglio fare. Si vede poca gente per strada, esce soltanto chi ha esigenze lavorative o si deve recare in farmacia o a fare la spesa”.

Nonostante adesso si trovi lontano dalla Calabria, Ciccio Cosenza non dimentica le proprie origini: “proprio oggi ho creato un gruppo su Whatsapp, siamo adesso oltre cento calciatori. Tutti si stanno muovendo per aiutare gli ospedali italiani – sottolinea il difensore ai nostri microfoni – . Io ho iniziato ovviamente dalla Calabria, essendo nativo di Stignano, ma poi ho coinvolto tutti ed è iniziato un passaparola. In breve tempo saranno disponibili su Ebay le maglie di molti calciatori, messe all’asta e a disposizione di chi vorrà comprarle. Il ricavato sarà interamente destinato agli ospedali, ogni calciatore sceglierà di sua spontanea volontà a quale devolverlo. Io mi sono mosso inizialmente per l’Ospedale di Locri, ma questo non toglie il fatto che farò lo stesso con altre maglie per l’Ospedale di Reggio Calabria, Soverato o Cosenza. Ognuno di noi, nel suo piccolo, può dare una grande mano”.

Gettyimages / Maurizio Lagana

L’ex calciatore amaranto ci tiene a lanciare un messaggio alla comunità locridea (smentita la notizia del primo caso di coronavirus) e calabrese in generale: “bisogna essere altruisti e pensare al prossimo, rimanendo il più possibile a casa. I calabresi hanno nel DNA la forza e il coraggio di affrontare le difficoltà, rispetto a molti riusciamo ad adattarci alle situazioni complicate. Sappiamo che non è un periodo facile, dobbiamo avere rispetto perché i nostri antenati hanno affrontato la guerra. Mi dispiace solo per coloro che hanno fatto rientro al Sud senza pensare che questo può provocare danni peggiori. Spero che le regioni meridionali riescano a sfruttare il vantaggio temporale, essendo l’epidemia giunta con diversi giorni di ritardo”.

Parlare di calcio non è semplice, ma Cosenza ha voluto comunque dare il suo giudizio sulla Reggina: “è tornato l’entusiasmo. Toscano ha messo su un bel gruppo, devo dire ben coeso. Lo conosco già dai tempi del settore giovanile. Il mister era un martello all’epoca, lo è ancor di più adesso. La sensazione che gli amaranto danno all’esterno è di una squadra compatta, che un obiettivo impresso in testa e nel cuore. Con l’aiuto della gente l’obiettivo Serie B è possibile”. Il difensore ricorda infine il suo passato in riva allo Stretto: “non posso dimenticare l’esperienza vissuta a Reggio Calabria. All’epoca avevo 13 anni, vivevo comunque solo. Ero insieme a gente che ha fatto strada come Missiroli, Barillà, Ceravolo e Giosa. Il ricordo più bello è l’anno in Serie B, quando abbiamo sfiorato la promozione, arrendendoci solo nello spareggio contro il Novara. Personalmente invece porto sempre con me l’esordio in Serie A contro l’Inter, quando in panchina sedeva mister Orlandi, anche se a fine stagione siamo retrocessi. La maglia amaranto, lo devo ammettere, è una maglia che non si scorda mai. E’ la maglia della mia terra”, ha concluso Cosenza. La speranza di tutti i reggini è quella di rivederlo presto in Calabria quando tutto sarà tornato alla normaltà.

Gettyimages / Maurizio Laganamore
Gettyimages / Maurizio Laganamore
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Gettyimages / Gabriele Maltintimore