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Coronavirus in Calabria: vigile del fuoco positivo a Cosenza

Foto di Andrew Theodorakis / Getty Images

Un vigile del fuoco di servizio nella caserma di Cosenza ha contratto il coronavirus

Un vigile del fuoco di servizio nella caserma di Cosenza ha contratto il coronavirus. Era assente dal lavoro dal 13 marzo. “Appena avuta la notizia, seguendo le prescrizioni delle autorità, – afferma Antonio Vercesi del sindacato Vigili del Fuoco Usb Cosenza – 57 colleghi sono stati messi in regime di quarantena domiciliare. Il comandante ha annunciato la sanificazione della caserma di viale della Repubblica, ma i fatti lo smentiscono perché ancora non è stata effettuata e sono già trascorse le 9 ore entro le quali, secondo le direttive, doveva svolgersi. Riteniamo le misure adottate assolutamente insufficienti. Siamo molto preoccupati per la salute di tutti noi che prestiamo servizio a Cosenza e per le nostre famiglie. Nella mattinata del 13 marzo, il collega risultato positivo, nella sua veste di sindacalista, ha avuto contatti con il comandante Massimo Cundari, con i funzionari e con il personale amministrativo. Perché la quarantena non è stata ordinata per tutti?”. “Il collega, a cui va tutta la nostra vicinanza, – sottolinea Vercesi – è ricoverato all’Ospedale Civile dell’Annunziata già da diversi giorni, con chiari sintomi da covid-19, perché non siamo stati tutelati immediatamente? Riteniamo tutto questo gravissimo. Chiediamo che tutto il personale in servizio nella caserma di Cosenza effettui immediatamente la Tac e quindi il tampone, che il regime di quarantena venga imposto a tutti coloro i quali hanno avuto contatti con il collega risultato positivo e che tutti gli spazi della caserma vengano sanificati al più presto. La salute dei lavoratori viene prima di tutto, non possiamo permettere che si mettano a rischio decine di persone e le loro famiglie”. “Il Prefetto di Cosenza, che proprio ieri ha incontrato il comandante Cundari, verifichi la situazione che denunciamo e intervenga a tutela della salute pubblica. Ancora oggi – denuncia Vercesi – nessun provvedimento risulta essere stato assunto dal Dipartimento Vigili del Fuoco anche solo per a scongiurare la diffusione del contagio come, peraltro, già fatto in altri posti di lavoro con chiusura degli uffici. Tale atteggiamento, se persiste, espone la dirigenza nazionale e locale a precisi profili di responsabilità penale, non solo per il mancata applicazione dei protocolli disciplinati in simili occasioni, ma anche in riferimento alla mancata tutela della salute di dei lavoratori”.