fbpx

Coronavirus: Caccia (ong Mediterranea), ‘nostri medici in ospedali Covid, lasciate i porti aperti’ (3)

(Adnkronos) – Ma come si stanno preparando i volontari per le future missioni in mare? “Da una parte, stiamo lavorando a bordo per fare in modo che la Mare Jonio sia pronta, di fronte a un possibile cambio di scenario, a partire di nuovo in missione – dcie Caccia – Come stiamo vedendo anche nelle isole dell’Egeo e ai confini di terra dei paesi dell’Unione, è fortissimo il rischio che, durante l’emergenza della pandemia più di prima, i fondamentali diritti delle persone migranti lungo le frontiere siano violati nel silenzio generale. Non smetteremo mai di denunciarlo e di chiedere l’evacuazione umanitaria di chi è imprigionato nei campi in Libia, dove abbiamo notizia di nuovi rastrellamenti, così come in quelli delle isole greche dove, viste le condizioni di drammatico sovraffollamento, la diffusione del virus potrebbe provocare una strage”.
E ribadisce che “sarebbe inaccettabile se, come risulta da alcune indiscrezioni, ci fosse un accordo tra governi europei che prevederebbe di chiudere i porti italiani e sbarcare ancora in Grecia le persone eventualmente soccorse nel Mediterraneo centrale da navi militari”. “Dall’altra siamo impegnati a terra, con i nostri Gruppi locali, in decine di iniziative di solidarietà, integrando i dispositivi locali della Protezione civile, aiutando le reti di volontariato, attivando centralini di supporto psicologico a distanza – aggiunge ancora Caccia – E per rivendicare misure che siano in grado di proteggere dall’epidemia le persone più fragili, ai margini della nostra società, precari, senza fissa dimora, chi è senza documenti e residenza. Tutte e tutti hanno diritto di ricevere protezione e cure adeguate”.
Poi annuncia: “Non appena ci saranno le condizioni minime per farlo, saremo pronti a ripartire in missione: come ci ha ricordato papa Francesco, possiamo salvarci, dall’annegamento o dall’epidemia, solo tutti insieme. In terra come in mare”.