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Coronavirus a Messina, De Luca chiude i negozi che non vendono beni essenziali. Sos delle associazioni di categoria: il sindaco riveda l’ordinanza, difficoltà di approvvigionamento per i cittadini

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Confesercenti, Confartigianato e Confimprese di Messina chiedono al Sindaco Cateno De Luca di modificare l’obbligo di chiusura

L’ordinanza sindacale n.73 di oggi, 23 marzo 2020, obbliga alla chiusura una serie di attività che garantiscono ai cittadini l’approvvigionamento di beni di prima necessità e che pertanto non vanno interrotte. Lo affermano Confesercenti, Confartigianato e Confimprese Messina, che hanno inviato una richiesta al Primo Cittadino affinchè modifichi l’ordinanza in questione.
Tra le attività costrette ad abbassare le saracinesche anche i negozi di ferramenta, elettrodomestici, ottica, igiene personale.
A tal proposito è importante sottolineare che con la serrata di queste attività non sarà possibile assicurare manuntenzioni e/o riparazioni urgenti agli impianti delle abitazioni, poiché essendo chiusi i negozi di ferramenta o materiale elettrico, non si potranno acquistare gli opportuni e necessari ricambi. Non potrà avvenire inoltre la sostituzione di elettrodomestici indispensabili per la vita quotidiana in caso di impossibilità a ripararli, quali scaldabagni o lavatrici. Elettrodomestici questi, che concorrono in maniera determinante al raggiungimento degli standard d’igiene delle famiglie all’interno delle civili abitazioni.
Con la chiusura dei negozi di Ottica, così come previsto dall’Ordinanza del Sindaco, appare soppresso il diritto da parte dei cittadini di acquistare lenti graduate, che rappresentano dispositivi di prima necessità per la vita di ogni giorno, con il concreto rischio che lo stato di bisogno induca gli utenti a recarsi in altri comuni limitrofi per acquistare le lenti, contribuendo così ad aumentare il pericolo di contagio.
Infine, la serrata delle rivendite di prodotti per l’igiene sembra un paradosso, vista la straordinaria necessità nel periodo che stiamo vivendo, di igienizzare continuamente gli ambienti, come azione di contenimento della diffusione della pandemia. La chiusura di questa tipologia di negozi, inoltre, non farà che aggravare lo stato di saturazione dei supermercati, che assorbiranno anche la clientela delle attività di rivendita dei prodotti per l’igiene ambientale e personale.
Confesercenti, Confartigianato e Confimprese di Messina chiedono dunque al Sindaco Cateno De Luca di modificare l’obbligo di chiusura disposto per le seguenti categorie di attività commerciali:
1.Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
2.Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
3.Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
4.Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
5.Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
6.Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini