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L’odissea del 19enne di Palermo bloccato in Francia. Finalmente è riuscito a tornare a casa: “A Roma non mi hanno fatto nessun controllo, sembrava che non ci fosse nessun virus. Soltanto quando sono arrivato in Sicilia mi hanno misurato la temperatura”

La storia di David D’Aleo, finalmente riuscito a tornare in Italia: “Sono riuscito a prendere un aereo da Parigi grazie a due amici che mi hanno accompagnato all’aeroporto. Ricevo messaggi su facebook in cui i siciliani mi dicono: tu non meriti di rientrare a casa, dovevi rimanere lì, qui ci porti il virus”

La storia di David D’Aleo, il 19enne di Palermo rimasto bloccato a Le Havre in Francia, ha finalmente un lieto fine. David è tornato a casa dalla sua famiglia ed ecco cosa racconta in merito ai controlli sanitari:

“Sono tornato finalmente a casa l’altro ieri -racconta il giovane-. E’ stato un periodo difficile ma queste brutte esperienze ti fortificano. Io sono arrivato a Le Havre il 14 febbraio, lavoravo in un ristorante in prova, per questo sono rimasto, perchè dovevo guadagnarmi il contratto. Poi quando è arrivato il decreto che ha chiuso tutto anche in Francia mi sono trovato in difficoltà. Mio fratello Vincenzo, che ringrazio tantissimo, ha fatto di tutto per farmi ritornare perchè io non avevo neanche la possibilità di telefonare. Ha provato a chiamare la Farnesina, ma non rispondevano. Mi aveva prenotato un biglietto aereo per il 27 marzo, quando tutto era pronto la Farnesina si è fatta sentire. Sono riuscito ad arrivare a Parigi tramite due amici italiani di Le Havre, mi hanno accompagnato loro con la macchina rischiando anche di essere sanzionati. Il 26 di marzo sono arrivato a Parigi, il 27 ho preso l’aereo, sono arrivato a Roma dove sono rimasto una notte e poi con l’aereo sono arrivato a Palermo. A Roma non mi hanno fatto nessun controllo, sembrava che non ci fosse nessun virus, le persone andavano e venivano senza problemi. Solamente a Palermo mi hanno fatto i controlli, mi hanno misurato la temperatura. I poliziotti mi hanno detto che devo chiamare l’Asl dicendo che devo fare una visita medica e stare 14 giorni in casa in quarantena. Sono un po’ arrabbiato che le istituzioni si siano presi dei meriti che non hanno. Mi hanno solamente chiamato tramite whatsapp e mi hanno chiesto come avrei raggiunto Parigi, io gli ho detto che sarei andato in treno ma poi il treno è stato annullato. In tanti mi scrivono, alcuni anche cattiverei. Ricevo messaggi su facebook in cui i siciliani mi dicono: tu non meriti di rientrare a casa, dovevi rimanere lì, qui ci porti il virus”.