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Reggio Calabria, un cittadino scrive a StrettoWeb per denunciare un caso di mala burocrazia: “Perché non ci fate giocare al parco Cacozza?”

Parco cacozza

Un lettore di Reggio Calabria scrive a StrettoWeb: “Non riesco a capire perché l’ufficio comunale abbia posto così tanti paletti alla nostra richiesta”

Riportiamo di seguito la lettera inviata da un lettore di Reggio Calabria in merito ad una vicenza che riguarda il Parco Cacozza  e la sua gestione. Il cittadino, che è uno dei responsabili di un Gruppo Scout, racconta di aver fatto richiesta del parco per la giornata del 23 febbraio, ma alla fine, spossato da così tanta e pesante burocrazia il gruppo ha deciso di cambiare location. Ecco il racconto del nostro lettore.

“Perché non ci fate giocare?

Scusate lo sfogo, è solo questa la mia domanda, non riesco ancora a capacitarmi sul perché un ufficio comunale abbia posto così tanti paletti (pur ritenendosi disponibile a chiarimenti) alla richiesta di utilizzare per poche ore il parco “Cacozza”, quello del Piazzale Botteghelle per intenderci, finalmente fruibile dopo anni di lavori a metà, facendoci alla fine desistere, pur avendo comunicato praticamente tutto quello che chiedevano ma che non hanno certamente letto bene, visto che era richiesta infatti, tra gli altri, una documentazione assicurativa verso terzi, che il nostro gruppo stipula direttamente con l’associazione centrale ed è attiva a livello nazionale con una delle migliori compagnie, documentazione correttamente inviata, ma che sembra non essere stata “convincente”, salvo che non ci siano state altre interpretazioni, immagino restrittive, ai nostri documenti.

Ma cerchiamo di fare un punto della situazione, premetto che il sottoscritto, nella vita lavora come Funzionario di Ente Pubblico, mi scuso se devo sottolinearlo, ma lo faccio solo per far comprendere di avere un minimo di cognizione di causa e se certamente non posso conoscere tutta la legislazione, ricordo che esiste la discrezionalità amministrativa che, senza uscire al di fuori della correttezza del procedimento amministrativo, permette una valutazione più estensiva di certe situazioni.

Fatta questa premessa ecco i fatti: il parco in questione è gestito da una associazione che lo apre ad orari precisi, volendo sfruttare al meglio una bella giornata (il 23 febbraio, festa della nascita del fondatore dello scoutismo), ed essendo uno dei responsabili di un Gruppo Scout, nonché Presidente della Associazione “ERRECCITRE”, che supporta logisticamente il gruppo, iscritta all’albo Comunale delle Associazioni e facente parte di due consulte comunali, quindi attiva e presente sul territorio e cosa ancor più importante, senza pretesa di alcun contributo pubblico, consiglio ai capi del gruppo di chiedere la possibilità di tenere aperto solo al mio gruppo il parco fino alle 14,30.

Ci viene comunicato quindi dai responsabili dell’Associazione che gestisce il parco di chiedere al Settore verde pubblico del Comune, il quale ci richiede documentazione varia, consistente in una richiesta ufficiale, i documenti dei responsabili ed una polizza attiva verso terzi (non reputo sbagliate le richieste anche se a mio parere sarebbe bastato autocertificare, ma l’istituto dell’autocertificazione in questo caso potrebbe essere considerarlo un po’ “forzato”, quindi mi rimetto alle richieste dell’ufficio), orbene, vengono inviati i documenti ai quali dopo qualche giorno viene dato parere negativo perché, a detta dell’ufficio scrivente, non era specificata la responsabilità verso terzi, il sottoscritto quindi non volendo comunicare cose sbagliate si affretta a rileggere la polizza trovando in più parti del contratto questa responsabilità civile (che comunque è parte integrante di ogni polizza del genere, non è una cosa dell’altro mondo).

Siamo arrivati a due giorni dall’evento e, spossati da così tanta e pesante burocrazia decidiamo di cambiare location.

Non voglio dare responsabilità politiche alla questione, non è mio compito, ma da 5 anni l’amministrazione comunale ci ha riempito pagine di giornali e social network di “partecipazione attiva del terzo settore”, “importanza delle associazioni”, ed altro, a queste parole, bellissime, importantissime e condivisibilissime rispondo:” Perché allora non ci fate giocare?”

A me non interessa votare una proposta di legge che poi magari non passerà in consiglio comunale, non interessa fare tavole rotonde che portano ad una elefantiasi di proposte quasi irrealizzabili…. Mi sarebbe piaciuto che Domenica 23 febbraio i ragazzi del mio gruppo scout avessero avuto due ore in più per giocare (per il bambino, il gioco è parte integrante della propria formazione) al parco.

Grazie, comune di Reggio Calabria, per il muro di gomma. Sono certo che, semmai mi volesse rispondere un funzionario, un Dirigente o un politico qualunque inizierebbe a tirare su paroloni e voli pindarici per giustificare l’ingiustificabile… ma sarebbe bastato farci giocare. Non c’era nulla da spendere, non avremmo assolutamente gravato sulle casse comunali.

Cordiali saluti

Lettera firmata

Ps. Mi preme sottolineare c he non sono un potenziale candidato in consiglio comunale per le prossime elezioni, ho cose più serie da fare nella vita, devo far giocare i ragazzi“.