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Reggio Calabria, è morto uno dei due ragazzi che si sono schiantati a Pellaro dopo la fuga dal posto di blocco dei Carabinieri: donati gli organi [FOTO e NOME]

Reggio Calabria, è morto uno dei due ragazzi coinvolti nell’incidente di Lunedì notte: si chiamava Carlo Alberto Restuccia

E’ morto agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria il giovane reggino Carlo Alberto Restuccia, dopo tre giorni in coma irreversibile a seguito del terribile incidente scaturito da un inseguimento sulla SS106 all’altezza di San Leo di Pellaro. Erano le 02:30 della notte di Lunedì 17 Febbraio quando Carlo Alberto Restuccia e un amico stanno rientrando a casa, a Pellaro, e trovano un posto di blocco dei Carabinieri. I militari gli intimano l’ALT per i controlli di routine, ma per cause ancora non accertate, i ragazzi non si fermano e iniziano una fuga ad altissima velocità. I militari gli danno la caccia, ma l’inseguimento dura pochissimo: li trovano schiantati contro un palo della luce. Restuccia, che era seduto dal lato passeggero, è finito sbalzato fuori dall’autovettura ed è subito apparso in condizioni critiche. Prontamente soccorso e trasportato in Ospedale, per lui non c’è stato nulla da fare. Sono ancora in corso gli accertamenti per capire il motivo della fuga. L’altro ragazzo coinvolto nell’incidente, che era alla guida dell’automobile, è risultato positivo non solo all’alcoltest: aveva anche fatto uso di sostanze stupefacenti.

Intanto i parenti della vittima, sconvolti dal dolore, hanno compiuto un gesto di enorme amore firmando il consenso per donare gli organi del giovane, che aveva studiato al Liceo Scientifico Volta. Pioggia di commenti di grande affetto sulla sua pagina facebook, tra cui spicca quello di Massimiliano Artale:

Oltre 10 anni di amicizia, tu di Reggio Calabria, io di Palermo, conosciuti per caso tramite un gioco online, ci vedevamo sempre tramite una videochiamata, entrambi non vedevamo l’ora di finire la scuola per sentirci e vederci ogni giorno. Le chiacchiere, le risate, i segreti, i consigli, il sentirci vicini anche se eravamo lontani. Poi dopo anni, finalmente ci siamo visti ed abbiamo condiviso tanto in quei momenti: le passeggiate, il tuo sentirmi parlare con la cadenza palermitana che tanto ti faceva ridere, gli abbracci, le foto e tanto altro ancora. La tua passione del canto e della musica, perché come mi dicevi tu: “mi fa sentire bene”; e allora canta, continua a cantare, fai sentire la tua voce adesso da lassù, fai ballare tutto il cielo e continua a far divertire tutti. Fisicamente adesso siamo ancor più lontani di prima, ma saremo sempre ancor più vicini con il cuore.
Resterò sempre il tuo Fratellino

Ciao Sangu Mio